L’Iran bombarda due basi americane in Iraq. Con effetti, in apparenza, ancora limitati

Fino a questo momento la reazione dei mercati valutari e dell’energia è stata, tutto sommato, contenuta

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Foto di Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay

In Medio Oriente la tensione cresce: l’uccisione del generale Soleimani ha scatenato la risposta dello stato persiano. Fino a questo momento la reazione dei mercati valutari e dell’energia è stata, tutto sommato, contenuta: non ci sono stati crolli o scene di panico.

L’attacco della repubblica islamica era atteso e, puntualmente, è arrivato: durante la scorsa notte sono state attaccate, con lanci di missili, due basi dell’alleanza a guida statunitense: quelle di al-Asad ed Erbil.

Effetti attuali e futuri

Da notizie provenienti dalla Cnn non ci sarebbero vittime tra i militari dell’alleanza. L’effetto più marcato si è avuto nel mercato del petrolio e in quello dell’oro: il primo ha portato il prezzo del barile Wti fino a sopra i 65 dollari, per poi chiudere a 63,23 (+0,85%); il Brent stamane a toccato i 70,83 per poi scendere a 68,98 (+1,03%); l’oro stamane ha raggiunto i 1.610 dollari l’oncia, per poi scendere a 1.592,6. Il mercato, al momento, è in attesa. La reazione era prevista, le truppe erano in preallerta da 48 ore nei rifugi.

Parlano gli esperti

Sherrod DeGrippo, Sr. Director, Threat Research and Detection di Proofpoint, spiega, in un suo intervento, come si svilupperà la “rappresaglia” da parte della repubblica islamica, collegandola alla “guerra asimmetrica” che sarà l’elemento topico dei conflitti futuri: “I conflitti moderni vanno oltre il campo fisico e un attacco informatico di successo può avere un impatto reale e duraturo. L’interruzione di una rete elettrica, il blocco dei servizi di interi comuni, ostacoli alle capacità dell’intelligence di sicurezza nazionale e persino la manipolazione di elezioni politiche, sono esempi di cyber attacchi reali. Poiché le informazioni digitali hanno un peso sempre maggiore nella nostra società, gli hacker le utilizzano per influenzare la percezione del pubblico e generare problemi. Dal punto di vista della protezione, le aziende devono ridurre la superficie di attacco, completare gli aggiornamenti del programma di sicurezza di base e assicurarsi che i dipendenti siano adeguatamente preparati per identificare possibili minacce. Controllare la posta in entrata e in uscita dalla rete, i siti aperti, visitati e condivisi in azienda. Più piccola è la superficie, più è difficile agire per gli aggressori. È importante che i sistemi siano sottoposti regolarmente a patch perché esistono strumenti open source disponibili per chiunque. Abbiamo anche visto gruppi APT utilizzare le vulnerabilità pubbliche nel momento in cui vengono rilasciate, perché sono molto più semplici da sfruttare”.

Mauro Indelicato, analista che lavora per il Giornale e Inside over, conferma che il futuro sarà caratterizzato da una guerra a bassa intensità dell’Iran contro obiettivi occidentali.

Borse e mercati

Come abbiamo visto sopra per petrolio e oro, anche le borse hanno risentito, a dire il vero in modo accettabile, dei venti di guerra mediorientali: i future sul Dow Jones perdono oltre 200 punti, quelli sullo S&P 500 l’1,3%.

La Borsa di Tokyo chiude con un calo dell’1,57%, superiore a quello di Shanghai (-1,22%) e Seul (-1,11%), mentre Sidney (-0,13%) appare poco variata. In rosso Hong Kong (-1,02%) e Mumbai (-0,41%), ancora aperte; Milano poco variata, con il Ftse Mib che alle 13.00 guadagnava lo 0,18% e alle 15.0 è arrivata allo 0,25%,così come i futures sull‘Europa.

Posizione dell’Europa

L’Europa brilla, purtroppo come spesso succede per inconcludenza: la presidenza afferma di sperare che Teheran torni all’accordo sul nucleare. Dimenticando che era stata l’amministrazione statunitense a uscirne…

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