La prima conferenza nazionale del Sistema nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Roma 27-28 febbraio), che si è svolta alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di alcune delle più alte cariche dello Stato, ha riunito decine di addetti ai lavori che hanno fatto il punto sulle sfide ambientali del paese. Un momento di confronto importante per il Sistema, istituito circa tre anni fa con la legge 132/2016 e operativo dal 1° gennaio 2017, che comprende 21 Agenzie regionali per l’ambiente e delle Province autonome (Arpa/Appa) coordinate a livello nazionale dall’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente (Ispra).

Nella mattinata di apertura il presidente SNPA Stefano La Porta ha citato il bisogno di trovare il giusto bilanciamento tra quello che è un sistema “federalista” e “il bisogno di autonomia, nel proprio lavoro, delle agenzie regionali e provinciali”. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha ricordato l’importanza di considerare i controlli non come “ricerca del responsabile” ma come prevenzione. Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini ha evidenziato l’importanza dei Lepta come “elementi essenziali per il benessere sociale e civile” che devono “ricevere il giusto finanziamento dallo Stato”.

Nella seconda giornata di lavori i tecnici hanno riassunto le prossime sfide su cui dovrà lavorare il Sistema, elementi arrivati dal confronto che ha avuto luogo nei tavoli di lavoro del pomeriggio della prima giornata.

Sistema e imprese

Cosa si aspetta il mondo delle imprese dal Sistema nazionale? “Innanzitutto che sia forte”, ha dichiarato il direttore generale Arpa Lazio Marco Lupo, che “abbia un approccio nuovo al controllo, un controllo preventivo, come detto anche dal Ministro Costa, per evitare che ci siano danni all’ambiente e forme di concorrenza sleale”. Per riuscirci deve esserci una preventiva suddivisione dei compiti tra i due tipi di attività paralleli promossi nella tutela dell’ambiente: quella di controllo e vigilanza e quella di sviluppo sostenibile.

Sull’uniformazione e sulla semplificazione delle norme, essenziali perché vengano rispettate e comprese dalle imprese, Lupo ha citato ad esempio il decreto End of waste. “Le imprese lanciano messaggi chiari e forti” perché si crei omogeneità sul territorio senza lasciare troppo margine alle singole determinazioni regionali se non, addirittura, provinciali.

Il sistema produce dati e conoscenza

Guardando alla comunicazione esterna, Giovanni Agnesod, direttore generale Arpa Valle d’Aosta, ha dichiarato che per stimolare la citizen scienze, la partecipazione attiva dei cittadini, è importante sia “fare informazione sul lavoro che c’è dietro” sia evitare la competitività con il mondo della ricerca “per realizzare insieme progetti di coinvolgimento cittadino”.

Internamente, invece, serve più formazione sulle attività di “valutazione e controllo delle nostre realtà operative”.

Per il raggiungimento dei 17 SDGs Ispra, che punta a diventare l’ente di ricerca di riferimento per la produzione di dati a livello nazionale, partecipa ai tavoli di confronto con il Ministero dell’Ambiente per individuare gli indicatori utili alla stesura di una strategia di sviluppo sostenibile. “Emerge che ora si stanno predisponendo strategie regionali in accordo con Regioni e Arpa”, ha commentato Agnesod.

Il Sistema per i LEPTA-Livelli essenziali prestazioni tecniche ambientali

Con i Lepta “entriamo nella famiglia dei diritti sociali simili a salute, trasporti e alle attività che tutelano la persona”, ha commentato Edmondo Iannicelli, direttore generale Arpa Basilicata. Un’importanza espressa dalla “sentenza del 2017 con cui la Corte Costituzionale ha sancito la legittimità della legge n.132 e con cui stabilisce che il Ministro dell’Ambiente, nell’ambito della più ampia attività reticolare, debba proporre questi livelli essenziali al Presidente del Consiglio”.

Questo perché i livelli essenziali siano rispettati in maniera omogenea sul territorio nazionale, anche “nelle aree più disagiate”. Resta, ha concluso Iannicelli, la difficoltà riguardante il finanziamento dei lavori.

Il sistema comunica e fa partecipare i cittadini

Per evitare “che si creino malintesi” la comunicazione esterna deve essere “integrata”, deve “farsi capire” e non annoiare, deve avere “autorevolezza e diventare fonte primaria” e, in caso di emergenza, deve “trovare la giusta misura tra sensazionalismo e freddezza”. È la ricetta presentata dal direttore generale Arpa Sardegna Alessandro Sanna.

Le conclusioni

“Con questo evento abbiamo evidenziato la nostra qualità tecnica ed è stato il modo giusto per presentarci al Paese”, ha commentato in chiusura il direttore generale Alessandro Bratti. Anche se “il quadro sentito ieri è semi idilliaco” perché restano le difficoltà legate all’autonomia e all’importanza di “capire il contesto in cui operiamo”.

“Come Snpa dobbiamo valutare il nostro operato”, ha concluso il presidente La Porta, “faccio fatica a presentare un rapporto con dati risalenti a 18 mesi prima. Non so darci una ricetta, ma segnalo questa criticità”.

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