Nonostante siano stati fatti passi avanti considerevoli per raggiungere i target fissati dagli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 fissati dalle Nazioni Unite, è necessario fare ulteriori sforzi per far sì che i risultati stabiliti sulla carta possano diventare realtà. E’ in particolare importante agire affinché sia garantito un adeguato accesso all’energia nei paesi più poveri, ma anche affinché la produzione energetica sia più sostenibile ed efficiente. E’ quanto ha sottolineato un recente report realizzato dall’International Energy Agency (IEA), dall’International Renewable Energy Agency (IRENA), dalla United Nations Statistics Division (UNSD), dalla Banca mondiale e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Accesso all’energia

Prendendo in considerazione ad esempio il tema dell’accesso all’elettricità, lo studio sottolinea come, se da un lato i miglioramenti registrati negli ultimi anni siano evidenti, la strada da percorrere sia ancora lunga. A testimoniare il miglioramento c’è la diminuzione del numero di persone che non hanno accesso all’elettricità, sceso a 840 mln da 1 mld registrato nel 2016. tuttavia rimane alto il numero di persone che, senza un camio di marcia netto, potrà fruire in modo adeguato dell’elettricità: 650 milioni di individui al 2030, che si trovano per lo più nella zona dell’Africa sub sahariana.

“Dobbiamo fare di più”

“Dobbiamo fare di più per permettere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile su scala globale. Sono particolarmente preoccupato per la mancanza di accesso a un’energia affidabile, moderna e sostenibile in alcune parti del mondo, in particolare nell’Africa sub-sahariana, dove dobbiamo concentrare i nostri sforzi. L’IEA continuerà a lavorare con il mondo e farà in modo che questi risultati vengano raggiunti”, sottolinea Fatih Birol, direttore esecutivo della IEA. 

Trasporti e riscaldamento

Altro tema chiave evidenziato dal report è quello dei trasporti e del riscaldamento. Nonostante si spinga molto a livello globale sulle rinnovabili, le fer in questi due settori sono ancora lontane dagli obiettivi dell’agenda Onu. Una situazione che richiede un intervento sia a livello di incentivi sia a livello di politiche mirate.

Facilitare le cooperative nei progetti in ambito fer 

In generale tante sono le iniziative che a livello globale cercano di promuovere il settore fer, coinvolgendo i cittadini nel percorso di transizione energetica. E’ questo il caso di REScoop MECISE, un progetto europeo che mobilita cittadini e amministrazioni comunali nella transizione verso un sistema energetico più sostenibile e decentralizzato. Con il sostegno dell’EASME (agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese), un consorzio formato da cooperative energetiche può sviluppare progetti in ambito fer ed efficienza energetica. L’idea è quella di collaborare con i comuni e cercare opportunità per istituire un servizio di facilitazione finanziaria per le comunità energetiche dei cittadini di tutta Europa. In altre parole si vuole fornire una mediazione per acquistare progetti commerciali da investitori tradizionali permettendo la partecipazione delle comunità locali e ai cittadini.

Le innovazioni delle startup

Come è noto il mondo delle startup offre non pochi spunti in tema di energie pulita. L’australiana Ping, ad esempio, propone analisi aeroacustiche per individuare danni alle pale delle turbine eoliche. Brighte è invece un’azienda innovativa che ha realizzato una  piattaforma di pagamenti digitali per mettere in contatto i proprietari di case con i venditori, offrendo piani di pagamento a tasso zero per i pannelli solari. Fulcrum3, infine, propone sensori per il monitoraggio in ottica predittiva di impianti solari ed eolici.

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