I ricercatori dell’Università di Firenze scoprono un nuovo minerale

Il ferro alla base di tutto

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Foto di Arek Socha da Pixabay

La ricerca italiana continua ad approfondire studi nel nostro passato più remoto, per cercare di rispondere alla storica domanda: “Da dove veniamo?” Una scoperta dell’Università di Firenze, in collaborazione con colleghi cinesi e statunitensi, prova a dare delle risposte.

Il nuovo minerale

Hiroseite, in onore di Kei Hirose, geofisico giapponese pioniere nello studio dei minerali presenti nelle profondità del nostro pianeta, è il nuovo minerale scoperto da una squadra di ricercatori dell’università di Firenze, dell’Arizona state university e del Guangzhou institute di geochimica.

Il ferro alla base di tutto

Il prof. Luca Bindi, ordinario di Mineralogia dell’ateneo fiorentino, ci racconta l’importanza di questo studio: “Per capire il significato di questa scoperta è necessario partire dal fatto che il ferro può esistere in tre stati di ossidazione, il ferro metallico (Fe0) e il ferro nella forma bivalente Fe2+ e trivalente Fe3+; questi ultimi si formano a contatto con l’ossigeno, proprio come succede nel processo di arrugginimento. Si pensa che nel nucleo terrestre esista solo ferro allo stato metallico – prosegue il ricercatore -, mentre nel mantello, la comunità scientifica ritiene che il ferro sia presente come Fe2+ e Fe3+”.

Come è stato individuato

Il nuovo minerale, silicato di ferro e magnesio, è stato prelevato da un campione del meteorite Suizhou, raccolto in Cina nel 1986. Dall’analisi della sua formazione, si è riscontrato la comparabilità della pressione e della temperatura con quelle presenti all’interno delle profondità più remote della terra; nella sua composizione è anche presente una forte percentuale di ferro ossidato, uno stato dell’elemento chimico finora solo ipotizzato in tale strato della terra.

Possibili utilizzi futuri

Questa scoperta permetterà di studiare più compiutamente la composizione del nucleo terrestre.

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