gasIl gas ha un’opportunità storica: affiancare le fonti rinnovabili così da diventare il secondo pilastro della decarbonizzazione. Questo grazie alla “versatilità intrinseca dell’infrastruttura del gas”, in particolare alla “sua capacità di essere convertita per trasportare combustibili a basse emissioni di carbonio”, idrogeno in primo luogo.

Lo studio di Ihs Markit

Ad affermarlo i risultati dello studio Sustainable Flame: The Role of Gas in Net Zero di Ihs Markit, frutto di sei mesi di ricerche, che esplora il ruolo, il contributo e i limiti del gas a livello globale nella riduzione delle emissioni nocive. Alla base del ragionamento la versatilità dell’infrastruttura, quindi, che garantirà al gas un ruolo di primo piano nel mix energetico durante la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Questo combustibile fossile, rimarca la ricerca, è economico e può essere usato in molteplici settori, sia nel breve termine che nel lungo periodo, dato il potenziale relativo al trasporto di carburanti alternativi quali ammoniaca, idrogeno, prodotti sintetici. Alternative che diventeranno convenienti quando il prezzo del carbonio oscillerà tra i 40 e i 60 dollari a tonnellata, valori vicini a quelli riscontrati oggi in alcuni mercati.

“Il passaggio al gas naturale può favorire la sostituzione tempestiva di carbone e petrolio e la riduzione delle emissioni loro associate, fungendo anche da precursore di vettori energetici per un futuro a basse emissioni di carbonio”, ha affermato in una nota stampa Michael Stoppard, chief strategist, global gas, Ihs Markit.

Le potenzialità del gas

L’incremento del 15% dell’uso del gas naturale su scala globale, riporta lo studio, ridurrebbe le emissioni del 50% per singola unità di produzione. In Asia ciò comporterebbe un decremento di circa 1Gt di emissioni, pari al 3% del totale delle emissioni di gas a effetto serra. Restano, ovviamente, alcune preoccupazioni legate agli investimenti, che il rapporto cerca di scardinare affermando che:

  • L’infrastruttura della rete di trasmissione e di distribuzione del gas inizialmente può trasportare miscele di gas e idrogeno, fino a idrogeno puro. Lo stesso vale per gran parte delle infrastrutture di stoccaggio.
  • Le centrali elettriche a gas possono essere convertite e funzionare con idrogeno o ammoniaca. In determinati casi, si può pensare alla riconversione per la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio (Ccus).
  • Gli impianti di liquefazione possono essere convertiti per liquefare idrogeno, probabilmente a un costo inferiore rispetto alla costruzione di un nuovo sito.
  • Le caldaie a gas, industriali e domestiche, possono essere fabbricate per essere facilmente adattabili all’utilizzo di idrogeno.

“Il riutilizzo dell’infrastruttura presenta sfide tecniche ma i costi, sebbene significativi, sono ancora inferiori rispetto alla costruzione di strutture completamente nuove”, ha affermato Shankari Srinivasan, vicepresidente Ihs Markit.

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Redazione
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