Gas For ClimateIl consorzio europeo Gas for climate propone all’Unione europea di introdurre nella direttiva sulle Energie rinnovabili il vincolo dell’11% di gas rinnovabili entro il 2030 sul totale della domanda finale europea di gas.

Il target si regge su due cosiddetti sotto-obiettivi già vincolanti per i paesi europei. L’8% del gas utilizzato nell’Unione europea infatti dovrà essere biometano, mentre almeno il 3% dovrà essere costituito da idrogeno verde entro il 2030.

Secondo le undici aziende di trasporto energetico che compongono il Gas for climate, tra le quali l’italiana Snam, e due associazioni di biometano, l’European biogas association e, per il nostro Paese il Consorzio italiano biogas (Cib), tale vincolo è indispensabile per realizzare il taglio del 55% delle emissioni nette di gas serra entro il 2030 rispetto i livelli del 1990. Obiettivo fissato dall’Unione europea nel dicembre dello scorso anno.

La proposta è contenuta nel nuovo policy paper, il primo di una serie di rapporti che il Gas for climate ha deciso di pubblicare nel corso del 2021. Tra le attività del Consorzio, la pubblicazione nell’aprile 2020 di un altro importante studio intitolato Gas decarbonisation pathways 2020-2050. Gas for climate punta a costituire una Alleanza sul biometano e a portare avanti il costante aggiornamento sull’andamento della domanda di idrogeno.

 

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La produzione di biometano

Il biometano gioca un ruolo importante per contrastare il cambiamento climatico e potenziare il mix delle fonti rinnovabili, soprattutto, nel medio periodo. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) la quota parte di energia prodotta da biogas e biometano aumenterà del 40% entro il 2040. Allo stato attuale la produzione di questi gas rinnovabili resta ancora contenuta nonostante le enormi potenzialità di produzione a livello globale.

In Europa il biometano è già disponibile e commercializzato in modo sostenibile, mentre l’uso dell’idrogeno verde per produrre energia è ancora limitato. Il principale vantaggio del biometano è la sua totale compatibilità con le infrastrutture di trasporto e fornitura di gas già esistenti.

Negli ultimi dieci anni in Europa è cresciuto il numero di impianti di digestione anaerobica e upgrading. Nel Vecchio Continente si è passati dall’iniettare circa 5,5 TWh a 20TWh all’anno gas rinnovabili nelle reti. I produttori di biogas in Italia puntano soprattutto al biometano come fonte di energia alternativa. Nel nostro Paese ci sono attualmente circa 1600 impianti di biogas in agricoltura.

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Redazione
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