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Da una parte la necessità di raddoppiare la quota di rinnovabili a livello globale entro il 2030 per concretizzare gli obiettivi fissati dalla transizione energetica; dall’altra il potenziale dell’occupazione nel settore, che può rappresentare una grande opportunità per i nuovi professionisti dell’energia pulita.  Sono questi i due scenari relativi al settore fer delineati da due distinti studi realizzati dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena).

Fer, necessario arrivare al 57%

Da una nuova pubblicazione dell’agenzia intitolato “10 anni: Progress to Action, realizzata per la decima Assemblea annuale dell’Irena, emerge come, a livello globale, si dovrebbe arrivare ad avere il 57% di energia elettrica da fer entro la fine del decennio per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Un risultato che dovrebbe più che raddoppiare l’attuale valore che si attesta al 26%.

 I dati mostrano come gli investimenti annuali nel settore delle energie rinnovabili debbano raddoppiare, passando da circa 330 miliardi di dollari fino a 750 miliardi di dollari. Una gran parte delle risorse, spiega l’Irena, può venire dal reindirizzamento degli investimenti pianificati sui combustibili fossili. Si tratta di 10 trilioni di dollari previsti per il 2030 che potrebbero dare un’accelerata al processo di transizione energetica.

“Il decennio dell’azione sulle energie rinnovabili”

“Siamo entrati nel decennio dell’azione delle energie rinnovabili, un periodo in cui il sistema energetico si trasformerà a una velocità senza pari” – commenta sul sito dell’Irena, il direttore generale dell’agenzia, Francesco La Camera, – “per garantire che ciò accada, dobbiamo affrontare con urgenza la necessità di politiche abilitanti più forti e un significativo aumento degli investimenti nei prossimi 10 anni. Le energie rinnovabili sono la chiave per lo sviluppo sostenibile e dovrebbero essere fondamentali per la pianificazione energetica e economica in tutto il mondo”.

Dalle fer 100 mln di  posti di lavoro entro il 2050

L’Irena ha inoltre analizzato il potenziale occupazionale del settore fer in uno studio intitolato “Misurare la socio-economia della transizione: attenzione ai posti di lavoro”. Dalla pubblicazione emerge come il settore potrebbe raddoppiare i posti di lavoro entro il 2050 nell’ambito del percorso di transizione energetica. Nello specifico “l’occupazione totale in ambito energetico può raggiungere i 100 milioni entro il 2050, rispetto a circa 58 milioni oggi se la comunità internazionale dovesse sfruttare appieno il suo potenziale di energia rinnovabile”, spiega l’agenzia.

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