Economia circolare, nasce il Tavolo Interassociativo Recupero e Riciclo

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EconomiacirolareAssorecuperi, Assorimap, Assosele, FISE Assoambiente e FISE Unire uniscono le forze per affermare il valore strategico del settore recupero e riciclo delle risors. Ieri le 5 associazioni di imprese hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per la costituzione del TAvolo Interassociativo Recupero e Riciclo (TAIRR) che punta a sottolineare l’importanza della riduzione degli sprechi e dell’uso dei materiali a valle dei processi industriali.

Libera concorrenza nel mercato del recupero e riciclo

Il tavolo permanente di consultazione e confronto tra le imprese del comparto ha l’obiettivo di coordinare strategie, documenti, progetti e iniziative per affermare il concetto reale di economia circolare.

Gli aderenti, si legge in nota stampa, si concentreranno sulla concorrenza nel mercato del recupero e riciclo, ad oggi inflazionato da fenomeni di monopolio dettati dalla posizione predominante degli operatori pubblici. Difatti, ingenti quantitativi di rifiuti di provenienza commerciale e industriale vengono sottratti al libero mercato perché assimilati ai rifiuti urbani, gestiti dalla PA e dalle loro partecipate. Invece, dopo la raccolta, “i rifiuti urbani devono essere messi a disposizione del mercato tramite gare con regole trasparenti e accessibili a tutti gli operatori per essere aggiudicati al soggetto che possa meglio valorizzarli nel rispetto della gerarchia del trattamento rifiuti e ricavare dagli stessi le maggiori risorse possibili, a vantaggio dei cittadini (sotto forma di risparmio sulle tariffe) e della società (sotto forma di risorse produttive)”.

I nodi di attuazione del principio di economia circolare

Per riuscire a creare un mercato stabile e remunerativo per le materie prime seconde prodotte dalle imprese del comparto, obiettivo finale del tavolo congiunto, occorre, come sottolineato dagli aderenti, promuovere strumenti “per accrescere ed ampliare la domanda di prodotti da materiali riciclati” e lavorare sulla normativa, che ad oggi non facilita “la fase del loro riutilizzo nei processi produttivi“. Gli stakeholder, pertanto, puntano sul Decreto sui criteri di assimilazione, a più riprese annunciato, che dovrebbe stabilire confini chiari e precisi nella raccolta dei rifiuti urbani e assimilati.

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