foto da wikipedia

La IEA – International Energy Agency ha lanciato un nuovo tool, un “methane tracker” per tracciare le emissioni di metano a livello globale, fornendo dati relativi alle aree industriali di oltre settanta paesi. Questo nuovo e unico strumento – si legge sul sito della IEA -fornisce le stime più aggiornate dell’agenzia sulle attuali emissioni di metano di gas e petrolio, attingendo ai migliori dati disponibili, stabilisce anche le riduzioni che sono possibili usando la tecnologia esistente”.

Un impatto rilevante

I settori del petrolio e del gas hanno un obiettivo davanti a loro, possono evitare quasi il 50% delle loro emissioni di metano. Agire in tal modo avrebbe gli stessi vantaggi climatici a lungo termine dell’eliminazione immediata di oltre la metà delle emissioni  delle auto su strada in tutto il mondo “, ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo della IEA.

Metano e climate change, 90 volte più dannoso della CO2

ll metano che, come si legge sul sito del programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, è responsabile di almeno un quarto del riscaldamento globale, è oltre 80 volte più potente dell’anidride carbonica come gas di riscaldamento nell’arco di vent’anni. Per questo motivo nell’ultimo rapporto dell’Ipcc accelerare la riduzione delle concentrazioni di questa sostanza in atmosfera entro il 2030, è indicato come fondamentale per abbassare la temperatura globale di 1,5 ° C.

L’impegno del settore del petrolio e del gas

Il settore del petrolio e del gas, che sta riconoscendo sempre di più l’importanza di agire sui cambiamenti climatici, può fare una grande differenza nella riduzione delle concentrazioni di metano“, sottolinea Mark Radka, responsabile della sezione Energia e clima dell’ONU.

3,6 trilioni di metri cubi di gas in atmosfera

Secondo le stime della IEA sono circa 3,6 trilioni i metri cubi di gas naturale, per lo più metano,  che sono stati dispersi a livello globale in atmosfera nel corso del 2012 a causa di operazioni legate al settore del petrolio. Un quantitativo che ha creato danni pari a 30 miliardi di dollari di entrate perse.

Un’alleanza per ridurre le emissioni di metano

Le problematiche legate all’inquinamento da metano saranno una delle questioni affrontate nel corso del Climate Action Summit in programma a New York il prossimo 23 settembre. Durante il summit l’ONU , il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente e il Climate & Clean Air Coalition continueranno a portare avanti le loro iniziative volte a coinvolgere i governi in un’alleanza globale per ridurre significativamente le emissioni di metano nel settore oil&gas (Global Methane Alliance).“I paesi che aderiranno alla Global Methane Alliance  – si legge sul sito dell’Onu – avranno l’opzione, a seconda delle loro effettive emissioni di metano e del livello di sviluppo della loro industria, di impegnarsi in obiettivi di riduzione del metano di almeno il 45% entro il 2025 e del 60-75 per cento entro il 2030. Questi obiettivi sono realistici e realizzabili, specialmente in un settore in cui la tecnologia e i finanziamenti sono ampiamente disponibili e l’innovazione supporta riduzioni sempre maggiori”.

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