Il mercato dei biopesticidi si caratterizzerà per un trend di crescita nei prossimi anni. A delineare questo scenario previsionale è uno studio realizzato dalla società di ricerca Meticulous research, secondo cui, in termini di valore, questo settore dovrebbe registrare un incremento del Cagr del 16,1% dal 2019 per raggiungere il valore di 10,24 miliardi di dollari entro il 2025. In termini di volumi, invece, il dato atteso relativo al Cagr è del 9,9% dal 2019 per arrivare a 221,9 milioni entro il 2025. A concorrere al delinearsi di questo scenario sono fattori come l’aumento degli investimenti nel settore dei biopesticidi, la crescente consapevolezza della sicurezza ambientale legata all’uso di questi prodotti, la crescita della domanda di alimenti biologici e l’aumento del governo iniziative per promuovere l’uso di biopesticidi in tutto il mondo. 

Biopesticidi usati contro le locuste in Africa orientale

Un esempio concreto dell’applicazione dei biopesticidi è quello che sta avvenendo in Africa Orientale dove, come si legge sul sito della Fao, questi prodotti vengono utilizzati per contrastare in modo naturale una massiccia infestazione di locuste. Una scelta “affidabile e sostenibile”, in controtendenza rispetto all’utilizzo dei pesticidi chimici, tradizionalmente scelti per fronteggiare queste situazioni. Abbiamo usato biopesticidi per controllare le locuste del deserto ed è un ottimo strumento per trattare i piccoli gruppi iniziali di tramogge (esemplari giovani)”, afferma Keith Cressman, esperto di locuste della Fao. Ma come funzionano questi prodotti?  “i biopesticidi riutilizzano gli strumenti della natura, come batteri funghi o virus contro i parassiti.  I funghi della famiglia Metarhizium acridum, in particolare, si sono dimostrati molto efficaci nel controllo delle locuste, dell’uccisione di tramogge e degli adulti entro una o due settimane”, si legge sul sito della Fao.

Tra i vantaggi dei biopesticidi c’è il fatto che possono colpire solo tipi specifici di insetti non danneggiando altre specie. Inoltre queste sostanze possono essere utilizzate tranquillamente all’interno di riserve naturali o corpi idrici. Tra gli svantaggi invece c’è il fatto che richiedono più tempo per dare risultati rispetto agli omologhi chimici.

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