Come ogni anno, ad agosto si fanno le consuete valutazioni sull’andamento del meteo estivo. Come dettagliamo in basso, quest’anno ha registrato un aumento delle temperature massime in alcune zone, specialmente nell’Artico.

L’Organizzazione Mondiale della meteorologia (Wmo l’acronimo in inglese) e Copernicus climate change programme (C3P) riportano i mesi di giugno e luglio scorsi come i più caldi di sempreStesso dicasi per il periodo dal 2015 al 2019, anche se, nel 2016, abbiamo avuto il fenomeno “El nino” particolarmente intenso.

Le parole di Antònio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, suonano preoccupate: “Solo durante quest’anno, abbiamo registrato temperature record da Nuova Delhi ad Anchorage, da Parigi a Santiago e da Adelaide al Circolo Polare Artico. Se non cominciamo ad agire adesso sul cambiamento climatico, questi eventi meteorologici estremi rappresenteranno solo la punta dell’iceberg. E, inoltre, l’iceberg si sta rapidamente squagliando”.

I record di luglio

Il 25 luglio scorso ha visto una temperatura record in Belgio, Germania, Lussemburgo, Olanda e Regno Unito raggiungendo valori superiori ai 40°. Addirittura, Parigi ha raggiunto il record di sempre con 42,6°, superando il precedente del 1947 fermo a 40,4°. La temperatura raggiunta dalla capitale francese è uguale a quella media che a luglio si registra a Baghdad… Poco dopo, tra il 27 e il 28, in Norvegia e in Finlandia la temperatura, anche notturna, ha registrato nuovi picchi. Il segretario generale del Wmo, Petteri Taalas, commenta questi dati: “Luglio (’19 ndr.) ha riscritto la storia del clima, con dozzine di nuovi record di temperature, a livello locale, nazionale e globale. Questo caldo straordinario ha comportato un drammatico calo dei ghiacci in Groenlandia, nell’artico e nei ghiacciai europei. Incendi senza precedenti hanno flagellato le regioni artiche per due mesi consecutivi, devastando fitte foreste che erano solite assorbire biossido di carbonio, diventando esse stesse evidenti fonti di gas serra. Non si tratta di finzione scientifica. È la realtà del cambiamento climatico. Il tempo sta scorrendo veloce per trasformare questi aumenti di temperatura in eventi drammatici per il nostro pianeta”. Gli incendi stanno devastando l’artico di Groenlandia, Alaska e Siberia. In questo ultimo caso si sviluppano in zone così remote che non è possibile intervenire per domarli.

Il ghiaccio nel mare artico ha raggiunto a luglio lo stesso spessore del minimo storico di settembre 2012.

Le alte temperature di giugno e luglio sono state accompagnate da tempo fortemente siccitoso, specialmente in Europa centrale e nordorientale, mentre in altre aree dell’Europa si è registrata una sensibile riduzione della piovosità.

In sintesi: luglio è stato il mese più caldo di sempre, superando il record precedente dello stesso mese nel 2016 di 0,04°C e registrando un aumento di 0,56°C rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Jean Noel Thépaut, responsabile di C3s, conferma: ”Mentre luglio è solitamente il mese più caldo dell’anno in tutto il mondo, i nostri dati rivelano che è stato anche il mese più caldo mai registrato in tutto il mondo, con un margine molto piccolo”.

La situazione a livello continentale e globale

In Europa le temperature di luglio sono state appena al di sopra della media del trentennio 1981-2010 con grandi differenze in tutto il Continente. Nello specifico l’Europa occidentale è stata al di sopra della media a causa della breve, ma molto intensa, ondata di caldo dell’ultima settimana del mese.

Le parti orientali del Continente sono state sotto la media, in particolare il Nord est.

A livello globale, le temperature sono state superiori al periodo 1981-2010 in Alaska, Isola di Baffin e Groenlandia, parti della Siberia, dell’Asia centrale e dell’Iran, su buona parte dell’Antartide.

In Africa e Australia abbiamo registrato temperature superiori agli standard del periodo.

In Canada centro occidentale, parti dell’Asia, mare di Waddel e le zone interne dell’Antartide si sono registrate temperature più basse rispetto il trentennio di riferimento.

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