Clima: tutte le anomalie del 2018 nel report dell’Ispra

Il giorno più piovoso il 27 ottobre in Liguria. La Sardegna settentrionale ha registrato 90 giorni consecutivi di siccità, seguita da Sicilia meridionale e pianura Padana

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Ship 1204156 1280Questa è l’estate più calda? Forse no. Guardando a quanto valutato dall’Ispra nel rapporto sull’andamento del clima nel 2018, pubblicato oggi 26 giugno, l’anno passato è stato caratterizzato da diversi eventi estremi. Un periodo di caldo elevato, il ciclone Vaia, con venti fino 200 km/h, che ha devastato il patrimonio boschivo dell’arco alpino; precipitazioni eccezionali in tutto in settore settentrionale ma anche lunghi periodi di siccità. Vediamo i dati nel dettaglio.

Serie di anomalie dal 1961 ad oggi

Serie Anomalie Temperature

Le temperature dell’anno

Rispetto al valore medio del periodo 1961-1990, il 2018 ha registrato un valore medio di 1,71°C superiore alla media. L’anomala temperatura ha caratterizzato tutti i mesi dell’anno, tranne febbraio e marzo, con un massimo ad aprile: al centro con 3,74°C in più e al nord con un aumento di 3,69°C.

Il 2018 è stato il 28° anno consecutivo con un’anomalia positiva. Record anche per la temperatura minima giornaliera, +1,68°C, mentre la massima si posiziona al terzo posto. Interessante che si sia registrata la temperatura più calda nelle ore notturne.

L’autunno è stato il più caldo (+2°C) della serie storica, la primavera (+1,88°C) si posiziona al terzo posto e l’estate (+2,0°C) al quinto. Questi valori al suolo hanno comportato un aumento della temperatura dei mari che bagnano le nostre coste di 1,08°C, un valore superato solo nel 2015.

Precipitazioni

Le piogge abbondanti hanno caratterizzato i mesi di marzo, maggio e ottobre, mentre periodi più siccitosi hanno caratterizzato aprile, settembre e dicembre.

Nel dettaglio per macroregioni: al nord l’incremento di fenomeni si è intensificato in ottobre (+87% rispetto alla media), marzo (+62%) e maggio (+40%); al centro a marzo (+131%), maggio (+105%) e febbraio (+60%); al sud agosto (+275%), giugno (+226%) e maggio (+132%). I mesi più asciutti del normale sono stati, a livello nazionale, dicembre, settembre, aprile e, al centro sud, gennaio.

Se consideriamo la serie di rilievi dal 1961, lo scorso anno è stato l’ottavo più piovoso, soprattutto al sud e sulle isole. La primavera (+38%) e l’estate (+62%) sono state le terze più perturbate della serie, mentre autunno e inverno hanno registrato variazioni positive più marginali.

Come accennato all’inizio, le precipitazioni hanno registrato la punta estrema il 27 ottobre in Liguria e il giorno successivo in Friuli Venezia Giulia, con precipitazioni cumulate comprese tra i 300 e i 400 mm, con un massimo di 406. Il 4 ottobre l’intensità pluviale si era accanita contro la Calabria ionica, con una punta di 340 mm.

Chiudiamo con il numero di giorni asciutti, di numero superiore a 300 (periodo di siccità): si sono palesati sulla costa centrale e quella meridionale adriatica, su quella ionica, sulla Sicilia meridionale e sulla pianura Padana. La Sardegna settentrionale ha registrato 90 giorni secchi consecutivi, seguita dal versante occidentale e dalla Sicilia sud occidentale con 60 giorni. I 40 giorni scarsi ininterrotti nel resto della penisola hanno confermato una piovosità moderatamente superiore alla media.

I dati visti in ottica mondiale

Le informazioni contenute nel rapporto hanno implementato il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati climatologici di Interesse Ambientale (Scia). Questi saranno poi inviati all’organizzazione mondiale della Meteorologia per contribuire alla valutaizone dell’evoluzione del clima a livello globale.

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Anomalie Climatiche Globali

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Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.