Una squadra di giovani innovatori per affrontare le sfide del settore energia

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Un incubatore di idee per affrontare le sfide del settore energia in cui innovazione tecnologica e sinergia rivestiranno un ruolo sempre più rilevante. È la ‘Fabbrica dell’innovazione’, il nuovo progetto di Saipem che punta, in questo modo, a creare un nuovo approccio in grado di privilegiare una sperimentazione agile e andare così incontro alle nuove esigenze dei clienti. Insieme ad Antonio Careddu, Executive Vice President Strategie, Innovazioni e Sistemi di Saipem SpA, abbiamo approfondito alcuni aspetti dell’iniziativa. 

In cosa consiste il progetto della Fabbrica dell’innovazione e com’è nata l’idea di promuoverlo?

La Fabbrica dell’Innovazione è un incubatore per promuovere e sviluppare idee nuove che rispondano – in maniera efficace e rapida – alle sfide del settore dell’energia. Nasce, quindi, dalla volontà di Saipem di trasferire  anche in un settore industriale molto tradizionalista, come può essere quello delle infrastrutture per l’industria dell’energia – i valori dell’innovazione, ripensandola profondamente, soprattutto in termini di modalità e tempi attraverso i quali ottenerla.

In che modo sono stati selezionati i giovani coinvolti nell’iniziativa?

La squadra cross-funzionale di giovani innovatori coinvolti nel progetto è stata selezionata attraverso un’iniziativa di scouting interno all’azienda, che ha avuto l’obiettivo di individuare i “talenti” in possesso di competenze altamente innovative, particolarmente propensi alla collaborazione nonché desiderosi di prendere parte al concept della Fabbrica. La selezione è partita tramite il social network interno di Saipem e al contest annuale Idea Innovation Challenge, che ha lanciato un progetto specifico al quale qualsiasi dipendente Saipem ha potuto candidarsi proponendo la propria soluzione. Grazie alla collaborazione con il dipartimento HR, sono stati poi selezionati 50 profili ritenuti idonei a far parte della Fabbrica, suddivisi in tre categorie di ingresso: visionari, particolarmente creativi ed appassionati; progettisti, con ottime capacità di analisi e problem solving; connettori, ovvero le figure più aperte, flessibili, con grandi doti comunicative e carisma.

Quali sono le sfide legate al progetto?

La Fabbrica dell’Innovazione sta muovendo i suoi primi passi, ma sicuramente la sfida che ci poniamo è quella di identificare un processo che porti ad una crescita di know-how di sistema e all’ottimizzazione dei processi operativi complessivi.

A livello metodologico quale sarà l’approccio?

La squadra della Fabbrica opera in una maniera completamente nuova:  tutti i suoi componenti, infatti, continuano a mantenere il loro consueto ruolo all’interno dell’azienda, alternandolo con l’impegno nella nuova iniziativa con grande flessibilità. Cambia, di fatto, la filosofia di base: non è più il tempo di permanenza in ufficio a fungere da discriminante bensì le performance orientate al risultato. Tradotto nell’operativo: al centro viene posta l’identificazione di sfide rilevanti per Saipem, sotto la guida di “senior sponsor” interni, offerte come temi di riflessione alle tre categorie di innovatori presenti. Da lì, nasce l’elaborazione delle idee da parte dei team all’insegna del motto “Fail fast, fail cheap”: non tutte le idee, infatti, si tradurranno in soluzioni effettive ma quello che vogliamo è incoraggiare una risposta rapida, per premiare la velocità di reazione. Le idee saranno poi sottoposte al proof of concept e, in caso di esito positivo, a scale-up per verificarne la funzionalità. Se i requisiti di produttività, commerciabilità e redditività saranno soddisfatti seguirà la fase di realizzazione.

Quali saranno i principali settori di interesse delle attività legate all’innovation lab? Come funzionerà? Quale sarà il suo ruolo specifico?

Qualsiasi ambito aziendale possa essere “contaminato” da un processo innovativo rientra, di diritto, nei settori di interesse delle attività dell’innovation lab, dove la condivisione, la contaminazione di esperienze e la collaborazione saranno le linee guida di sviluppo. L’innovation lab, con il lavoro di squadra che abbiamo descritto poc’anzi, fungerà da fucina, collettore e promotore dei progetti stessi sia nello spazio fisico adibito nella sede Saipem di San Donato Milanese sia virtualmente, con l’estensione sul social network aziendale, anche da remoto.

Come avverrà la collaborazione con Università, centri di ricerca e start-up? Quali realtà sono state già coinvolte?

Come dicevamo, la Fabbrica sta muovendo ora i suoi primi passi e siamo ancora in una fase embrionale. Sono, in ogni caso, in corso i primi contatti con il mondo accademico, in particolare con le Università con le quali Saipem collabora già da tempo – come il Politecnico di Milano – e altri incontri saranno organizzati presto. Stesso discorso per quanto concerne centri di ricerca e start-up nazionali e internazionali, dove stiamo già guardando soggetti che operano principalmente nell’ambito dell’Internet of things, realtà aumentata, tecnologie di costruzioni sottomarine, machine learning e weareable. L’obiettivo è, per tutti, il fare rete e costruire insieme un percorso di crescita all’insegna dell’open knowledge.

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Monica Giambersio
Giornalista professionista e videomaker con esperienze in diverse agenzie di stampa e testate web. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.