Super grid: una sfida ancora aperta

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supergrid 1 31817bIl ruolo della “super” rete nello scenario energetico internazionale, i nodi legati all’interoperabilità tra sistemi ed efficienza del trasporto di energia e, lo stato attuale della realizzazione di questa grande rete di scambio. Risponde Ana Aguado Cornago, CEO di friends of the supergrid (FOSG), associazione di aziende che dal 2008 cerca di promuovere e sensibilizzare il quadro politico sulla regolamentazione necessaria per la realizzazione della super grid.

Qual è il ruolo della super grid nello scenario energetico internazionale e quali i benefici che porterebbe a grandi e piccoli consumatori? La super grid nasce come rete europea e come tale è un progetto internazionale. L’idea è collegare tutti gli stati membri nel modo più efficiente possibile, così da sfruttare il mix energetico presente e tutte le future possibilità di generazione energetica rinnovabile dislocata in diverse aree geografiche. Da diciotto anni stiamo cercando di creare un mercato unico europeo. All’epoca avevamo trovato tutte le giustificazioni necessarie al progetto, considerando come un mercato interno avrebbe potuto abbassare i prezzi dell’elettricità. In questo modo si può produrre in modo dislocato assecondando le proprietà tipiche dei luoghi, per poi vendere secondo le dinamiche più favorevoli del mercato. In questi diciotto anni non ci siamo riusciti,nonostante il mercato sia stato liberalizzato, perché le infrastrutture costruite non sono state sufficienti. La produzione energetica, a differenza di altri settori, non si realizza dove ci sono più benefici ma a seconda delle politiche di produzione e sicurezza dello stato membro. Questo modello non è il più efficiente o economico. Se si riuscisse ad implementare una supergrid invece, si potrebbe riuscire ad ottimizzare il rapporto tra trasporto energetico e necessità di consumo rendendo effettivamente il mercato energetico disponibile con pari opportunità su una stessa piattaforma, realizzando tecnicamente un mercato unico dell’energia.

Quali sono i nodi legati allo sviluppo dell’interoperabilità tra sistemi e l’efficienza del trasporto di energia? Il sistema a corrente continua, che è quello su cui si struttura la super grid, permette di mantenere una alta efficienza del trasporto energetico anche su lunghe distanze, ed è quindi più performante dell’attuale sistema in uso sulla rete a corrente alternata. Inoltre la totale interoperabilità della rete garantirebbe l’apertura del mercato e l’efficienza complessiva del sistema. Su questo la Commissione Europea ha richiesto lo sviluppo di un regolamento ad hoc: i cosiddetti grid-code.

Ad oggi a che punto siamo con la realizzazione della supergrid? Il fatto che tutti gli stati membri, riconoscano le infrastrutture come una parte fondamentale per lo sviluppo della politica energetica è già un passo avanti. Mesi fa, sono stati approvati dalla commissione anche i progetti di infrastrutture elettriche di interesse europeo i “project of common interest”. Però, serve uno sforzo maggiore, una volontà politica ed un regolamento unico che possa favorire la operazione tra più stati membri, ad oggi è possibile coinvolgerne solo due alla volta… poco per raggiungere una super grid europea.

 

Le best practice per una città intelligente saranno trattate anche nel corso del terzo Smart Grid International Forum

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Andrea Cavada
Nato a Roma, giornalista pubblicista, scrittore, appassionato di tematiche ambientali e sociali. Ho avuto esperienze in diverse testate, dove tra le altre cose, mi sono occupato di cronaca nera. Non esco mai di casa senza la mia curiosità.