Al Parco Sportivo di Arzignano, la piscina è smart

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Una piscina smart e sostenibile in cui, grazie a sistemi di building automation, è possibile modulare in maniera efficiente la gestione del fabbisogno energetico.  E’ la struttura, destinata agli sport acquatici, realizzata recentemente ad Arzignano, in provincia di Vicenza, dall’azienda veneta Fardef Piscine s.r.l che ha scelto di rivolgersi, per il processo di ottimizzazione dei consumi, a Daimel S.r.l, realtà industriale con sede a Zero Branco (Treviso), dal 2012 membro della rete di partner certificati EcoXpert di Schneider Electric. In particolare tra le soluzioni per cui Daimel ha optato troviamo un sistema di controllo integrato automatico e da remoto basato sull’utilizzo di protocolli aperti sia per gli aspetti elettrici sia per gli aspetti idraulici. Tra le sue componenti ci sono  Il sistema KNX di Schneider Electric – per la parte di controllo e gestione dell’illuminazione e per il controllo di parametri ambientali (temperatura, umidità, livello di anidride carbonica nella struttura) – e i quadri elettrici smart iQuadro per il monitoraggio, la distribuzione e la gestione dell’energia. Daimel ha anche realizzato una piattaforma di building management per controllare la termoregolazione e gestire in modo complessivo l’impianto: l’accesso è dato a Fardef per la gestione post vendita della realizzazione ed anche agli operatori tecnici della struttura.

 

Insieme a Daniele Serai,  titolare di DAIMEL abbiamo approfondito alcuni aspetti legati alle tecnologie adottate

Qual è l’aspetto che avete considerato prioritario sul fronte efficienza? 

Abbiamo cercato di portare il cliente verso la realizzazione di un impianto gestito sia da remoto che dal locale in modo intelligente puntando sul controllo delle temperature e della quantità di CO2. Ciò è legato al fatto che siamo un’azienda che si occupa di efficienza energetica sia sugli stabili nuovi sia su stabili esistenti: il fatto di proporre soluzioni intelligenti è il modus operandi che ci caratterizza. 

Quali risultati siete riusciti a ottenere? 

Sicuramente abbiamo ottenuto dei risultati in termini di risparmio elettrico, il risparmio più consistente sta venendo da lì. Rispetto agli altri impianti di Faderf Piscine, c’è stata, infatti, una riduzione di consumo energetico dell’ordine del 60%.  Ciò è dovuto al fatto che abbiamo la consegna in bassa tensione e riusciamo a controllare i carichi e a spegnere o ridurre di potenza  quello che non è strettamente utile in quel momento, in modo tale da poter rientrare nei limiti del contratto di fornitura di energia attraverso un controllo totale su riscaldamento e luci.  In particolare le luci si autoregolano attraverso dei sensori e, in base alla luminosità che arriva dalle finestre, si decide se il funzionamento deve essere del 10, 20 o 100%. In sostanza regolo o  spengo i dispositvi e così sono sicuro di risparmiare.  

Può darci una panoramica delle soluzioni tecnologiche che avete utilizzato? 

Per prima cosa è stato realizzato un involucro ad hoc, quindi il risparmio non deriva solo dall’introduzione di tecnologia elettrica e termica, ma anche dal progetto della struttura realizzata dall’architetto. In particolare ci sono finestre per ricevere l’energia solare e strutture isolate  termicamente; a ciò si aggiunge  l’impianto di riscaldamento primario a pavimento, che si colloca tutto intorno alla piscina, e sistemi UTA (Unità di trattamento Aria) in grado di monitorare la CO2 e il valore di umidità interna. In particolare è possibile, se necessario, rinnovare l’aria o recuperarla dall’ambiente. In sintesi con tutti questi sistemi andiamo a controllare tutti i parametri necessari per far sì che il trattamento aria vada al minimo. Di notte, ad esempio, visto che non c’è la necessità, abbiamo abbassato al 20% il funzionamento delle UTA. I macchinari non sono stati spenti completamente perché, anche se non è necessario rigenerare l’aria, ci sono dei vantaggi legati al fatto che all’inizio dell’attività si può contare su un delta abbastanza alto: ovvero non devo portare la macchina da 0 a 100, ma da 20 a 30, 40, 50 modulando in base alla richiesta di temperatura, di rinnovo dell’aria.

Sul fronte termoregolazione e in generale automazione come si svolge la manutenzione e la gestione della struttura? 

Andiamo periodicamente a fare delle analisi per capire quando parte una pompa, se serve in quel momento, se c’è la possibilità di modularla. Facciamo, ad esempio, in modo che la pompa rimanga a un regime del 20% dopo un picco del 30% in modo che non si verifichi un susseguirsi di picchi di valori troppo distanti tra loro, perché così si generano consumi eccessivi. Questo risultato viene ottenuto con sistemi Schneider di Building Automation. Un altro obiettivo è stato quello di mantenere una differenza minima tra la temperatura dell’ambiente circostante e l’acqua delle vasche in modo da limitare al massimo il funzionamento del sistema di trattamento aria che, nel momento di maggior afflusso, arriva solo a picchi del 65% di velocità. Ora stiamo cercando di capire, sempre in un’ottica di ottimizzazione dei consumi, se di notte sia necessario effettuare la clorazione.In generale tutto l’impianto è automatizzato: si regola d’estate e d’inverno, ci sono dei parametri inseriti che posso variare, ma se c’è una storicità del dato l’impianto è in grado di autogestirsi. Inoltre in caso di problemi come, ad esempio, filtri sporchi o interruttori scattati viene inviato un sms o una mail che dice dov’è il problema. In questo modo si può inviare un tecnico sul punto preciso in cui si è verificata la defaillance con una conseguente riduzione dei costi di gestione. Inoltre il programma di gestione dell’impianto è residente sul dispositivo e ogni persona che abbia delle credenziali può entrare e modificare in base ai livelli che vengono dati (tecnico, gestore, proprietario dell’impianto etc). A ciò si aggiunge il fatto che è un protocollo aperto e può integrare qualsiasi tipo di linguaggio di macchina e qualsiasi prodotto esistente sul mercato. Un altro aspetto da sottolineare è che noi possiamo controllare tutta la parte di allarme e videosorveglianza integrandola in questo sistema. In particolare quando scatta l’allarme si apre una pagina del sistema di videosorveglianza che mi fa vedere una videocamera nel punto in cui è scattato un allarme. Lo stesso si può fare con l’impianto antincendio.  

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Monica Giambersio
Giornalista professionista e videomaker con esperienze in diverse agenzie di stampa e testate web. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.