Il riscaldamento globale influisce in modo rilevante anche nell’accentuare il divario economico tra paesi ricchi e paesi poveri. A sottolinearlo, inserendosi nella scia delle numerose ricerche che hanno messo in relazione gli aspetti economici e ambientali del climate change, è un ulteriore studio, questa volta realizzato da Pnas-Proceedings of the National Academy of Sciences. Secondo la ricerca tra il 1961 e il 2010 il dato relativo alla ricchezza pro capite dei paesi più poveri del mondo avrebbe registrato una flessione compresa tra il 17% e il 30%, mentre quello relativo alla ricchezza dei paesi più ricchi sarebbe aumentato specularmente del 25%. 

Paesi ricchi VS paesi poveri

La ricerca ha analizzato le temperature annuali di 165 paesi del mondo e le ha messe in relazione con i dati relativi al Pil. Dalle elaborazioni è emerso con forza la correlazione tra il divario paesi ricchi – paesi poveri e gli effetti del cambiamento climatico. Ad esempio nazioni come Norvegia e Svezia hanno registrato un’importante crescita economica, mentre i paesi più caldi e poveri come l’India o la Nigeria hanno avuto una frenata nel loro sviluppo.

Gran Bretagna dichiara climate change emergenza

Intanto è notizia di questi giorni il fatto che il parlamento inglese abbia dichiarato simbolicamente, come si legge sulla Reuters, l’emergenza legata al cambiamento climatico. La misura è stata approvata come una mozione dell’opposizione, spiga la Reuters, attraverso una procedura che non ha conseguenze dirette per la politica. Tuttavia è comunque un fatto importante, che arriva sulla scia della protesta del movimento dei Fridays for Future capitanati da Greta Thunberg

L’innovazione contro l’inquinamento

Il tema del riscaldamento globale e dell’inquinamento sono questioni calde anche per numerose start up, che propongono soluzioni sempre più innovative per contrastare questi fenomeni. MaaS Global, ad esempio, ha realizzato un’app per dispositivi mobili, che offre alle persone l’accesso a una grande varietà di opzioni di trasporto (mezzi pubblici, sharing etc), eliminando la necessità di possedere un’auto. L’inglese BioCarbon Engineering vorrebbe, invece, piantare 500 miliardi di alberi entro il 2060 attraverso l’uso di droni. Questi dispositivi sono in grado di disperdere i semi ad alta velocità attraverso aree enormi. Secondo l’azienda è un modo 10 volte più efficace della tradizionale piantumazione, e permetterebbe di piantare fino a 100.000 alberi in un solo giorno.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.