Acque di produzione piattaforme offshore

Al fine di valutare gli effetti dello scarico in mare delle acque di strato, risultato del refluo del processo di produzione degli idrocarburi liquidi e gassosi prodotti dalle piattaforme offshore, l’art.104 del Dlgs. 152/2006 sancisce che: se si vuole ottenere l’autorizzazione dal MiTE allo scarico diretto in mare di queste acque, la società concessionaria deve presentare un Piano di monitoraggio. Quest’ultimo deve verificare che non vi siano pericoli per le acque, né per gli ecosistemi acquatici (art.104, c.7). 

L’attività di monitoraggio di Ispra

A partire dal 2000, Ispra si occupa degli impatti che le piattaforme offshore che estraggono idrocarburi possono avere sui nostri mari e il suo ecosistema. Per questo, ha elaborato delle linee guida che aiutino i concessionari a redigere dei Piani di monitoraggio, inizialmente richiesti su incarico formale del Ministero dell’Ambiente e in seguito da Eni. Le prime linee guida sono state elaborate nel periodo 2000-2018, all’interno di una attività di monitoraggio eseguita su 46 installazioni offshore presenti nel Mar Adriatico, destinate ad estrarre gas metano al largo di Puglia, Abruzzo, Marche ed Emilia-Romagna.

Le procedure di autorizzazione

Oltre all’attività di monitoraggio di lungo corso, l’Istituto coadiuva il MiTE nelle procedure di autorizzazione, dopo aver valutato i risultati dei monitoraggi marini. In questo modo, anche grazie al contributo delle Arpa, è in grado di fornire un’analisi su eventuali concentrazioni di sostanze contaminanti. 

Le linee guida aggiornate a luglio 2021

Scopo delle linee guida è di fornire tutte le indicazioni necessarie all’elaborazione dei Piani di monitoraggio. Le informazioni da sottoporre per ottenere l’autorizzazione allo scarico devono essere standardizzate e i Piani di monitoraggio da redigere devono essere chiari, per questo motivo Ispra ha aggiornato lo scorso luglio le linee guida esistenti (del 2009), su incarico del MiTE.

Le Linee guida (versione 2021) forniscono delucidazioni in merito alle indagini da eseguire, adeguandole alla normativa, e suggerendo i metodi di analisi più adatti e i limiti minimi da garantire delle quantificazioni.

La struttura del documento

La struttura del documento si compone di una sezione A, a supporto della compilazione, e di una sezione B dedicata alla redazione del Piano, che descrive gli obiettivi di monitoraggio prefissati dallo stesso, in quanto strumento di controllo dei potenziali effetti indotti dallo scarico a mare delle acque di produzione. Infine, gli allegati riportano schede e modelli da seguire per la compilazione e la raccolta delle informazioni tecniche che andranno con la richiesta di autorizzazione.

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