Coca-Cola e Pepsi non faranno più parte della Plastics Industry Association. I due colossi del settore beverage hanno sottolineato come la loro presenza nell’associazione sia incompatibile con l’impegno che i due brand stanno portando avanti sul fronte della riduzione degli imballaggi in plastica.

Coca -Cola: “Posizioni non coerenti con i nostri obiettivi”

L’associazione ha assunto posizioni che “non erano pienamente coerenti con i nostri impegni e obiettivi“, sottolinea Coca-Cola in una nota specificando che ha abbandonato la Plastics Industry Association  all’inizio di quest’anno. Pepsi hai invece dichiarato che l’adesione all’associazione terminerà alla fine di quest’anno.

La soddisfazione di Greenpeace USA

Le aziende comprendono che non possono dichiarare pubblicamente di voler porre fine all’inquinamento da plastica, sostenendo finanziariamente allo stesso tempo un’associazione che fa pressioni per la nostra continua dipendenza dalle materie plastiche usa e getta ” – ha affermato in una nota John Hocevar, direttore della campagna per gli oceani di Greenpeace USA  – “questa è una vittoria per ogni persona che ha parlato e ha chiesto a Coca-Cola e PepsiCo di mettere i loro soldi dove sono le loro bocche e dire alla Plastics Industry Association di smettere di evitare gli sforzi di riduzione della plastica”.

Canada, Sobeys elimina i sacchetti in plastica

In Canada, invece, la nota catena di supermercati Sobeys ha annunciato di voler dire addio ai sacchetti in plastica nel giro dei prossimi 6 mesi, diventando così la prima realtà canadese del comparto a fare questa scelta. In questo modo non verranno più utilizzati circa 225 milioni di sacchetti di plastica ogni anno nelle 255 sedi canadesi del marchio.

Uccelli marini malati a causa della plastica

Le misure adottate da queste aziende fanno comprendere come il settore industriale stia facendo qualche passo avanti nella lotta all’inquinamento da plastica, una questione che sta causando danni sempre più ingenti al nostro pianeta. Secondo uno studio dell‘Istituto di studi marittimi e antartici (IMAS) dell’Università della Tasmania, gli uccelli marini che vivono nell’isola di Lord Howe, al largo della costa orientale dell’Australia, stanno diventando sempre più piccoli e sempre più esposti ad agenti patogeni a causa della plastica dispersa in mare. Questo materiale viene ingerito dagli animali che iniziano ad avere ali più corte, una massa corporea inferiore e un peggioramento della loro funzionalità renale. 

Irlanda,  plastica nel Porcupine Bank Canyon

Un altro studio, realizzato dall’università di Cork, ha invece dimostrato come i rifiuti in plastica siano presenti anche sul fondo del  canyon sottomarino di Porcupine Bank Canyon, che ha una profondità di più di 2 km. ìIn particolare frammenti di plastica sono stati trovati a 320 km a ovest di Dingle. La profondità a cui sono stati trovati rifiuti è pari a 10 volte l’altezza della Tour Eiffel.

 

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