qualità aria città

Nel 2019 abbiamo riscontrato, rispetto all’anno precedente, un leggero miglioramento della qualità dell’aria delle città italiane rispetto all’anno precedente. Tuttavia ciò non è sufficiente per far sì che in tutte le città si esca da una situazione emergenziale”. A parlare è Francesco Petracchini, direttore istituto Cnr sull’Inquinamento atmosferico, che ha presentato questa mattina nel corso di un webinar, moderato dal vicepresidente Kyoto club Francesco Ferrante, i dati di del report Mobilitaria 2020, realizzato in collaborazione con Kyoto club. Lo studio analizza la qualità dell’aria e le politiche di mobilità di 14 città e aree metropolitane, con dati dal 2016 al 2019. 

Qualità dell’aria nelle città, i valori di NO2

“Nel 2019 le città di Roma, Torino, Milano e Napoli hanno registrato valori di NO2 superiori ai limiti normativi”, ha spiegato Petracchini. Nello specifico per Roma Torino e Napoli il dato è 42 microgrammi per metro cubo, mentre per Milano si sale a 44. Inoltre dalle rilevazioni delle stazioni di traffico, ovvero quei punti di monitoraggio dove l’inquinamento è influenzato prevalentemente da emissioni provenienti da strade limitrofe, emerge come Firenze, Bologna, Genova e Venezia abbiano valori superiori ai limiti consentiti.

Qualità dell’aria e concentrazioni di particolato nelle città 

Passando al particolato, “le concentrazioni medie annue di PM10 in tutte le città analizzate risultano al di sotto dei limiti in vigore”. Tuttavia, per il limite giornaliero, in alcune città “la situazione rimane critica. Torino ha 83 superamenti, Milano 72, Venezia 68 Cagliari 56 e Napoli 37”.

Lockdown e qualità dell’aria 

Lo studio ha poi valutato gli effetti del lockdwon sulla qualità dell’aria delle città italiane. “Abbiamo rilevato una riduzione marcata per l’NO2, fino al 70% nelle stazioni di traffico. Allo stato attuale si può confermare con certezza che l’evidente riduzione dell’NO2 è da attribuire a una netta riduzione delle emissioni del settore dei trasporti”.

“Per il PM10 invece – ha aggiunto – le riduzioni non appaiono così evidenti e alle volte non sono osservabili. La riduzione non supera mai il 27% nelle stazioni di traffico. Per tali motivi saranno necessari studi più approfonditi”

Le misure adottate dalle città

Inoltre, a causa dell’emergenza Coronavirus molte amministrazioni comunali hanno predisposto, e ora iniziano ad attuare, Piani per la mobilità per la Fase 2, come ha spiegato nel suo intervento la coordinatrice del gruppo di lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto club, Anna Donati. L’obiettivo delle diverse misure è incoraggiare la crescita degli spostamenti ciclopedonali in sicurezza e per riorganizzare i servizi di Tpl. A ciò si aggiunge poi la volontà di potenziare la sharing mobility e di diluire gli orari degli spostamenti. Tuttavia non mancano le criticità. Diverse città – ha spiegato Donati – hanno sospeso le ztl e il pagamento della sosta e ora faticano a ripristinare i provvedimenti. Inoltre le risorse per realizzare le misure sono scarse e i bilanci delle città e delle aziende pubbliche e private sono in grave difficoltà. Ci vogliono sostegni attivi”.

“Chi ha una buona pianificazione, una strategia in corso o un Pums già adottato accelera positivamente le realizzazioni”, ha aggiunto. Ma in generale un elemento chiave in questo momento è un “monitoraggio efficace e costante” della mobilità. “Va analizzata con attenzione la fase transitoria e cosa viene realizzato realmente”, ha concluso.

Criticità del DL Rilancio

Donati ha infine analizzato le misure per la mobilità sostenibile contenute nel DL Rilancio. Tra le criticità c’è il fatto che “le risorse per il sostegno al tpl e per il bonus mobilità sono scarse”. Non è poi previsto nel testo “un incremento del Fondo per la rottamazione e un incentivo per l’acquisto di scooter elettrici”.  Inoltre il decreto non menziona “misure per la logistica urbana delle merci e per la riorganizzazione delle consegne in modo sostenibile”.

Qualità dell’aria nelle città, il punto di vista delle associazioni

I dati dello studio hanno dato l’input a un serie di interventi nel corso della mattinata. Nel panel delle associazioni del settore mobilità sostenibile sono intervenuti in particolare Paolo Gandolfi (Italian cycling embassy), Massimo Marciani, presidente del Freight leaders council, Andrea Gibelli, presidente di Asstra; Raimondo Orsini, della fondazione Susdef e dell’Osservatorio sharing mobility; e Dino Marcozzi, Segretario generale Motus-E. 

Target green, logistica, e Tpl

In particolare Gandolfi ha sottolineato come la pandemia abbia diffuso tra i cittadini la consapevolezza che il raggiungimento di target green nel settore della mobilità non sia una mera “velleità” da ambientalisti, ma un obiettivo che “si può concretizzare”.

Marciani ha invece evidenziato come nel periodo del lockdown la percezione pubblica del ruolo della logistica green e digitale “abbia fatto un salto di 5 anni“ nel nostro Paese.

Gibelli ha poi sottolineato come sia necessario destinare risorse promuovere una maggiore integrazione tra il Tpl e tutti gli altri segmenti della mobilità, “dal primo all’ultimo miglio”.

Mobilità elettrica e sharing

Marcozzi ha invece spiegato come sia necessario avere una visione di lungo periodo che vada al di là delle misure legate al lockdown per favorire un “cambio di paradigma” nella mobilità. Il tutto con l’obiettivo promuovere il passaggio all’elettrico. Un percorso che per essere efficace “dovrà essere graduale”. 

Orsini ha infine spiegato che dai dati di Mobilitaria emerge come “gli utenti della sharing mobility non metteranno in discussione le proprie abitudini. Questi cittadini hanno intenzione di continuare a usare in buona parte mezzi in sharing“. Nello specifico il dato relativo al carsharing si attesta al 61%. “E’ un numero interessante, nessuno se lo aspettava”, ha sottolineato Orsini. 

Le amministrazioni comunali

La volontà di puntare sempre di più su una mobilità green è stata il fil rouge di tutti gli interventi degli assessori comunali protagonisti del panel dedicato alle politiche locali sul trasporto sostenibile. Un dibattito a cui hanno preso parte Stefano Giorgetti, assessore Grandi infrastrutture e mobilità del comune di Firenze; Alessandra Clemente, assessore Patrimonio, giovani e mobilità del  comune di Napoli; Giusto Catania, assessore Urbanistica, ambiente e mobilità del comune di Palermo; Maria La Pietra, assessore alla Mobilità del comune di Torino; Marco Granelliassessore a Mobilità e lavori pubblici del comune di Milano. 

Opportunità da cogliere e sfide culturali

Giorgetti ha sottolineato come sia necessario “cogliere l’opportunità e il consenso”, scaturiti da questa situazione tragica, per promuovere una mobilità sostenibile nelle città italiane. Il tutto affiancando misure nel breve e nel lungo termine. Catania si è invece soffermato sull’importanza di favorire un cambiamento anche a “livello culturale“ per dispiegare appieno il potenziale delle misure che si stanno portando avanti nelle varie politiche cittadine.

Lavorare insieme per una una mobilità urbana green

Granelli ha evidenziato, tra i tanti temi toccati, come la pandemia abbia offerto ”una spinta in più  alle diverse amministrazioni locali per lavorare insieme su un settore chiave come quello della mobilita sostenibile.  

L’assessore La Pietra ha invece sottolineato le potenzialità della logistica sostenibile e digitale, emerse con forza con la pandemia.

Infine la sostenibilità come elemento chiave della mobilità urbana è stato il perno dell’intervento dell’assessore Clemente, che ha illustrato in maniera capillare le misure a cui il Comune di Napoli sta lavorando per la fase 2. 

Il punto di vista della politica nazionale

A chiudere l’evento il punto di vista della politica nazionale. Al dibattito hanno partecipato Diego De Lorenzis, vicepresidente commissione Trasporti della Camera; Rossella Muroni, ambientalista e membro della commissione Ambiente della Camera; e Salvatore Margiotta, sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti.

Promuovere la mobilità green nel segno del Green deal europeo

Il sottosegretario Margiotta ha sottolineato come l’obiettivo per il post pandemia non sia tornare alla normalità pre-Coronavirus, ma cogliere “quest’occasione” per offrire al Paese un modello di mobilità più sostenibile. L’obiettivo è realizzare “un grande progetto di futuro che non può che ancorarsi al Green deal europeo”.

Mobilità green, “il cambiamento è già innescato”

Secondo De Lorenzis la strada verso una mobilità sostenibile è ormai tracciata e difficilmente ci sarà un’inversione di tendenza. “Il cambiamento  – ha detto – è ormai innescato” 

“Questi effetti si dispiegheranno appieno nell’opinione pubblica e si tradurranno nelle infrastrutture e nei sevizi di mobilita urbana”.  Si tratta di un “cambiamento esponenziale” che non può che andare in avanti. “Una volta che i germogli di questa visione sostenibile si moltiplicano – ha aggiunto, utilizzando una metafora botanica – è impossibile non prendere atto del cambiamento”.

“Una rivoluzione culturale che viene dal basso”

A chiudere la mattinata l’intervento di Rossella Muroni. Abbiamo di fronte “un’occasione straordinaria non solo per dare seguito a un sistema di mobilita sostenibile”, ma anche per venire incontro a un’esigenza dei cittadini di mobilita green. C’è in atto una “rivoluzione culturale” in cui “la richiesta dal basso di mobilità alternativa si sta facendo strada con sempre più forza”.

I provvedimenti per intervenire sul settore

Sul tema mobilità urbana, ha aggiunto, molte cose vanno fatte. “Abbiamo difronte una serie di provvedimenti. Penso al DL Rilancio al DL Semplificazione e al Collegato ambientale. Intervenendo su questi testi “possiamo costruire quelle condizioni necessarie affinché la mobilità sia uno di quei fronti che ci facciano tornare a quella precedente normalità pre-Covid che non ci piace”, ha concluso

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