“Oggi, centinaia di città, regioni, imprese, Ong, gruppi di giovani e religiosi europei si sono uniti per chiedere urgenti azioni per il clima. Gli attuali e i futuri politici europei staranno dalla parte del clima?”. Il tweet di ieri del Climate action network europe, la rete che riunisce 160 organizzazioni ambientaliste e 35 paesi europei, ha annunciato il lancio della Climate Action Call per invitare tutti ad adottare iniziative per proteggere il pianeta. Una scossa alla sensibilità collettiva in vista delle prossime elezioni europee che inviteranno i cittadini dell’Ue a votare per il rinnovo dei membri del Parlamento europeo. Un richiamo al messaggio lanciato dall’attivista e ambientalista Greta Thunberg, animatrice degli scioperi per il clima Fridays For Future.

La Climate action call invia cinque richieste ai cittadini europei:

  1. Accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 e raggiungere il prima possibile l’obiettivo di zero emissioni nette;
  2. pianificare la cessazione dell’utilizzo delle fonti fossili e supportare gli interventi volti a favorire l’efficienza energetica, la diffusione delle energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni al di fuori del settore energetico;
  3. adottare adeguate misure sociali ed economiche per accompagnare la transizione ad un’economia low-carbon e aumentare il supporto ai paesi in via di sviluppo nella mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  4. intensificare gli sforzi per promuovere l’economia circolare e l’efficienza nell’uso delle risorse;
  5. riconoscere la protezione della biodiversità e il risanamento degli ecosistemi come elementi centrali nell’azione climatica.

In Italia aderiscono al Climate action network europe Legambiente e Italian climate network. Il contenimento dell’aumento della temperatura globale entro 1,5°C è una “sfida ambiziosa”, commenta il vicepresidente nazionale dell’associazione ambientalista in una nota stampa, Edoardo Zanchini, sarà “possibile solo con il pieno coinvolgimento dei cittadini europei”. E lancia la proposta di un “Green new deal europeo”, un “nuovo contratto sociale”, che dovrà essere “sostenuto con forza dai nuovi Parlamento e Commissione”.

Hanno finora aderito reti europee che riuniscono città – come C40, Eurocities, Energy cities, Climate alliance, Fedarene, Cpmr -, imprese – come Corporate leaders group, Haga initiative, Climate leadership council – e privati investitori – tra cui Joule Assets Europe.

Un sostegno “senza precedenti per numero ed eterogeneità dei firmatari”, evidenzia in nota Riccardo Rossella, coordinatore delle relazioni internazionali di Italian climate network. “I nuovi Parlamento e Commissione europea opereranno quindi in un quinquennio decisivo per la sfida climatica – prosegue – dove l’Ue è chiamata ad aumentare notevolmente i suoi impegni per raggiungere il più velocemente possibile l’obiettivo di zero emissioni nette”.

“L’emergenza climatica richiede parlamentari, capi di stato e istituzioni che siano all’altezza della sfida di decarbonizzare l’economia”, conclude in nota Marirosa Iannelli, presidente di Water grabbing observatory, associazione che ha risposto alla Call.

Scarica il testo della Call to Action

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