I cambiamenti climatici hanno modificato le abitudini di sei specie di uccelli migratori a lungo raggio: Beccafico, Balia nera, Codirosso comune, Usignolo, Cannaiola e Torcicollo. A dimostrarlo uno studio dell’Ispra condotto su 225.000 esemplari nell’arco di 30 anni, presentato il 9 maggio in occasione della Giornata mondiale degli uccelli migratori organizzata dalla convenzione di Bonn sulle specie migratrici.

Cambiamenti climatici e uccelli migratori

Lo studio ha analizzato la variazione annuale della data di migrazione degli uccelli. Per farlo ha tenuto conto di fattori meteorologici stagionali, della posizione e dell’identità dei siti di cattura di queste specie. L’arrivo anticipato delle primavere in Europa ha fatto sì che le specie di ritorno dall’Africa fossero in ritardo per la massima disponibilità di cibo. Alcune si sono dimostrate più pronte al cambiamento di altre: la Balia ed il Codirosso hanno già anticipato la migrazione di un giorno ogni 3-4 anni. Mentre il Torcicollo e la Cannaiola sono stati più lenti nell’anticipare la migrazione primaverile. Infine Usignolo e Beccafico non mostrano variazioni significative.

Anche gli inverni sono meno rigidi e gli uccelli tendono ad accumulare meno grasso. Hanno meno bisogno di fronteggiare la scarsezza di cibo e devono essere più leggeri per evitare di essere catturati. L’Ispra ha rilevato che dal 1982 Pettirosso e Capinera hanno ridotto significativamente il proprio peso medio.

Proteggere la natura per proteggere l’uomo

Le informazioni relative all’influenza dei cambiamenti climatici sulle abitudini degli uccelli migratori sono dei “campanelli d’allarme sugli effetti drammatici del mutamento climatico globale”, ricorda l’Ispra in una nota stampa. La sopravvivenza di queste specie, al pari della nostra, è legata all’attuazione di “politiche di conservazione, gestione ed uso sostenibile delle risorse naturali tra culture, Paesi e continenti diversi”.

“Il 35% delle specie migratrici versa in cattivo stato di conservazione”, ha commentato in una nota stampa il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Continueremo a fare molto come Italia per favorire la connettività, il restauro di zone umide, la lotta al bracconaggio, la valorizzazione di una agricoltura sana, l’ampliamento della rete Natura 2000, tanti progetti di conservazione per specie e habitat in pericolo”, ha proseguito, “Lo abbiamo ribadito a febbraio scorso anche a Gandhinagar, in India, alla Cop 13 dove ho voluto personalmente partecipare”.

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