A livello mondiale la quantità di centrali elettriche, impianti industriali, edifici e automobili di recente realizzazione che sfruttano i combustibili fossili è tale che potrebbe impattare in maniera estremamente rilevante sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Nature da un team di ricercatori dell’università della California, dell’università cinese di Tsinghua, di quella di Standford e di Coal Swarm, una realtà che si occupa di monitoraggio del settore industriale. Tutti questi “giovani” impianti e mezzi di trasporto hanno una durata prevista di funzionamento che contribuirà ad aumentare di circa 650 miliardi di tonnellate la quantità di CO2 in atmosfera, rendendo vano il cammino verso il traguardo della riduzione di temperatura di 1,5 gradi.  A ciò si aggiunge il fatto che si stanno continuando a realizzare centrali a carbone e altre infrastrutture legate ai combustibili fossili, progetti che causerebbero altri 200 mld di ton di emissioni. Queste iniziative ancora in fieri dovrebbero essere bloccate secondo la ricerca, per favorire il raggiungimento dei target di riduzione delle temperature globali.

Sovvenzioni al settore petrolifero in crescita

A suffragare questo scenario favorevole per i combustibili fossili anche la IEA che in un articolo sul suo sito sottolinea come l’aumento dei prezzi medi del carbone nel 2018 abbia fatto crescere il valore delle sovvenzioni a questo tipo idi fonti. Nello specifico “i nuovi dati per il 2018 mostrano un aumento di un terzo del valore stimato di questi sussidi, che si attestano a a oltre $ 400 miliardi”, ha spiegato l’agenzia. 

La continua prevalenza di questi sussidi – più del doppio dei sussidi stimati alle energie rinnovabili – complica enormemente il compito di raggiungere un picco iniziale nelle emissioni globali”, ha aggiunto la IEA.

Nel regno 2 mld per progetti su combustibili fossili

Di qualche giorno fa è inoltre la notizia, riportata dal Guardian, che la Gran Bretagna ha aumentato le risorse per sostenere progetti legati a combustibili fossili oltreoceano arrivando a quasi 2 miliardi di sterline nel 2018. La crescita del finanziamento è di circa 11 volte superiore all’anno precedente.

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