I RAEE spiegati alle aziende, l’iniziativa di ERP Italia

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Dare un supporto nella gestione dei RAEE, favorire un confronto e offrire consulenza per affrontare in maniera smart il fine vita di questi prodotti. E’ con questi obiettivi che le associazioni industriali hanno organizzato una serie di incontri rivolti alle aziende per illustrare quali sono gli obblighi a cui sono sottoposti per gestire in modo corretto il fine vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, come sottolinea Alberto Canni Ferrari, Country Manager ERP Italia, il Sistema Collettivo che, nel corso di queste conferenze, ha il compito di illustrare i criteri da utilizzare per far fronte alle novità previste per il prossimo anno.

Dal 2018 nuovi obblighi RAEE

Dal 2018, infatti, l’applicazione della normativa RAEE imposta dal D.Lgs. 49/2014 verrà estesa a una gamma più ampia di apparecchiature elettriche ed elettroniche facendo sì che un numero maggiore di produttori debba sostenere i costi della raccolta differenziata e del recupero dei rifiuti tecnologici. Il focus dell’iniziativa è dunque quello di far emergere dubbi e domande, discutere con esperti del settore, in modo da gestire al meglio una legislazione che richiede una duttilità e un’agilità nella programmazione delle attività da mettere in campo per adeguarsi in maniera efficace ai nuovi obblighi.

I primi due appuntamenti legati al progetto sono stati quelli di Pordenone e Padova. In particolare  l’incontro dello scorso 31 marzo si è tenuto presso la Sala Convegni di Unindustria Pordenone ed è stato organizzato insieme ad Ascom Confcommercio e all’Unione Artigiani Confartigianato; quello del 5 aprile  si è svolto, invece, presso Confindustria Padova ed è stato organizzato insieme a Confindustria Treviso e Confindustria Vicenza. La conferenza conclusiva dell’iniziativa è invece prevista per il 24 maggio a Bergamo nella sede di Confindustria Bergamo. “Le imprese della provincia di Pordenone coinvolte – spiegano in una nota  Mara Chilosi, Avvocato cassazionista del Foro di Milano specializzato in diritto dellambiente, e Paolo Pipere, Consulente giuridico ambientale finora sono unottantina (e altrettante delle altre provincie friulane), ma con lestensione degli obblighi alle altre tipologie di apparecchiature elettriche ed elettroniche le aziende potrebbero triplicare.

Lobbligo fondamentale èquello di finanziare la raccolta differenziata e il recupero dei rifiuti tecnologici –  sottolineano Chilosi e Pipere – ma a questo adempimento si aggiungono altri oneri, dalla marcatura del prodotto, finalizzata a consentire di individuare limpresa che immette sul mercato gli apparecchi, alle informazioni che devono essere fornite ai consumatori e agli utilizzatori professionali per evitare che i prodotti obsoleti siano smaltiti in modo scorretto.

Insieme ad Alberto Canni Ferrari abbiamo approfondito alcuni aspetti legati all’iniziativa e alle novità in ambito RAEE.

La necessità di un cambio di prospettiva

A partire dal 2018 lapplicazione della normativa RAEE imposta dal D.Lgs. 49/2014 verràestesa a una gamma piùampia di apparecchiature elettriche ed elettroniche.  Quali saranno le principali novitàe i vantaggi in termini di impatto ambientale?

L’apertura dello “scope” della direttiva RAEE, recepita in Italia da D.Lgs 49/2014, a partire dal 15 agosto 2018 comporterà che nuovi prodotti rientreranno nella definizione di “apparecchiatura elettrica ed elettronica” e un maggior numero di produttori verranno inseriti nel sistema RAEE trovandosi così a finanziarne la raccolta e il trattamento.

E’ doveroso specificare che ci troviamo nel pieno svolgimento di un dibattito dedicato a questa tematica: in alcuni casi abbiamo già delle indicazioni provenienti dal Comitato di Vigilanza e Controllo, che sembrerebbe aver addirittura anticipato il periodo di applicazione della normativa rispetto ad alcune apparecchiature, per molti altri prodotti non è immediata la scelta da prendere, ed occorre effettuare un’analisi approfondita. Per questo motivo abbiamo promosso una serie di incontri con l’obiettivo di supportare le aziende che si troveranno a gestire i nuovi obblighi normativi.

In altre parole, le novità introdotte non hanno prodotto un vero e proprio elenco definitivo di AEE che i produttori potranno consultare per comprendere se saranno coinvolti dalle novità normative. E’, al contrario, necessario impostare un cambio di prospettiva: il campo di applicazione viene esteso a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche, prevedendo alcune esclusioni esplicite: date alcune macro-categorie di AEE, sarà necessario per il produttore capire se la propria apparecchiatura rientra o meno tra quelle escluse.

Le zone grigie che dovranno essere sottoposte a corretti criteri interpretativi, saranno numerose quanto le implicazioni per i produttori.

Sono, invece, chiari i vantaggi ambientali, visto che sempre un maggior numero di prodotti,  tra cui alcuni ad alto rischio inquinante, saranno gestiti attraverso una filiera certificata, che si occuperà del trasporto e del trattamento adeguati dei RAEE, assicurando il raggiungimento delle percentuali di recupero di materiali destinati al riutilizzo, che attualmente non vengono sufficientemente valorizzati.

In questo scenario in che modo aumenterà la responsabilità dei negozianti?

Se, da un lato, l’impegno dei distributori rimarrà immutato – ovvero dovranno garantire il ritiro “1 contro 1” e nel caso di RAEE di piccole dimensioni (inferiori ai 25 cm e con superficie espositiva destinata alle AEE pari almeno a 400 mq)  il ritiro dell’1 contro 0 – dall’altro, un maggior numero di tipologie di prodotto potrà usufruire di queste modalità di ritiro, aumentandone quindi anche la quantità gestita dai distributori.

Dagli incontri che state portando avanti quali sono gli aspetti della normativa che hanno destato più interesse e su cui c’èstato più dibattito? In che ambito si sono concentrate le domande e le richieste di approfondimento?

Durante gli incontri abbiamo riscontrato un grande interesse nel capire quale tipo di impatto avrà l’introduzione dell’ “open scope”, sia per le aziende che sono già coinvolte dalla normativa RAEE, poiché vedranno applicati gli stessi criteri ad un maggior numero di prodotti, sia per quelle che si troveranno a gestire per la prima volta il tema. Innanzitutto occorrerà comprendere quali prodotti rientreranno nella normativa e, una volta chiarito questo aspetto, come affrontare e gestire al meglio la situazione.

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Monica Giambersio
Giornalista professionista e videomaker con esperienze in diverse agenzie di stampa e testate web. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.