Un quartiere green, dove l’innovazione tecnologica è a servizio dell’efficienza energetica. E’ questo il concept attorno a cui ruota il progetto pilota del complesso residenziale “I Quattro Petali”, alle porte di Roma. Si tratta di un’iniziativa di rigenerazione urbana, legata alla  realizzazione di quattro edifici, che punta alla riqualificazione di una vasta zona (circa 295.000 mq) situata a due passi dall’Eur, storica area della capitale oggi importante polo finanziario e terziario. Questi edifici sono i primi realizzati nel contesto del nuovo quartiere denominato “Città Verde”, un’area pensata per essere ”a misura d’uomo”. Il progetto, firmato dallo studio Sintesi, prevede infatti oltre il 55% di verde pubblico sul territorio complessivo in cui saranno realizzati gli edifici.

Un mix di tradizione e innovazione 

Elemento centrale nella progettazione del nuovo quartiere – spiega in una nota  l’architetto Paolo Cinti dello studio Sintesi – i Quattro Petali rappresentano un punto d’incontro tra tradizione architettonica e innovazione tecnologica, dove grande attenzione è data all’aspetto di sostenibilità ambientale. Nella progettazione del complesso e nella scelta dei materiali, infatti, il nostro obiettivo è stato duplice: da un lato creare edifici che si integrino in modo armonioso al contesto paesaggistico, dall’altro dare vita a spazi davvero abitabili, in cui la tecnologia contribuisce significativamente ad innalzare il livello del comfort abitativo”.

Legno per gli ambienti indoor e domotica

Grande importanza è stata data alla scelta dei materiali. Per il rivestimento protagonista è il legno, che è presente anche nel soffitto del terrazzo. Gli edifici sono inoltre dotati di tecnologie per la smart home: si va dal kit domotico completo di antifurto al sistema intelligente per la gestione dei consumi.

Risparmio dei consumi

Un altro elemento chiave della progettazione è stato l’efficienza energetica. Tutti gli appartamenti sono stati realizzati in classe energetica A3. In particolare si è scelto di installare una serie di componenti impiantistiche che consentono un notevole contenimento dei consumi. Una centrale termica, situata nel piano interrato e dotata di pompe di calore ad alta efficienza, è stata collegata sia all’impianto a pannelli radianti per il riscaldamento a pavimento sia ai ventilconvettori a soffitto per il raffrescamento. Il sistema, inoltre, è alimentato da pannelli solari e fotovoltaici collocati sulle coperture delle quattro unità che, spiega una nota, “assicurano elevatissime performance in termini energetici”.

Gestione dei fori finestra

Per la gestione di tutti i 600 fori finestra i progettisti hanno optato per monoblocchi ALPAC Presystem per avvolgibile, strutture che ospitano gli infissi in legno massimizzandone la resa termica ed acustica. “Volevamo una soluzione performante – sottolinea Cinti – che consentisse di risolvere in modo definitivo il problema dei ponti termici e che, allo stesso tempo, assicurasse un’ottima resa acustica di facciata. Per questo abbiamo messo in capitolato fin dall’inizio i monoblocchi ALPAC che, oltre ad ottime prestazioni isolanti, ci hanno garantito due ulteriori vantaggi: da un lato quello di avere un prodotto ideato su misura per rispondere alle nostre esigenze, pensato specificatamente per il contesto di inserimento; dall’altro una notevole semplificazione dei lavori in cantiere, essendo il Presystem un sistema prefabbricato e velocemente installabile.”

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