Se oltre ad essere energeticamente efficienti le nostre abitazioni rispondessero anche ai criteri dell’architettura rigenerativa? Il progetto Biosphera Genesis propone un modulo abitativo ecosostenibile e innovativo che si rifà ai ritmi della natura. Canale Energia intervista Mirko Taglietti, ceo di Aktivhaus – Gruppo Nexlogic.

Mirko Taglietti ceo di Aktivhaus – Gruppo Nexlogic
Mirko Taglietti ceo di Aktivhaus – Gruppo Nexlogic

In cosa consiste esattamente e qual è l’obiettivo del progetto Biosphera? Cosa si intende per architettura rigenerativa?

Obiettivo del progetto Biosphera Genesis è quello di costruire un contenitore di vita riportando l’uomo e la sua salute al centro del progetto di edificazione. Il modulo abitativo è stato utilizzato come laboratorio sperimentale per analizzare scientificamente alcune soluzioni tecnologiche, al fine di migliorare l’esperienza psicofisica e ricercare i principi secondo i quali il corpo umano può sfruttare al meglio la propria energia. 

L’architettura rigenerativa applica i principi della biofilia, scienza che studia il rapporto tra uomo e natura e le possibili tecnologie in grado di riportare negli ambienti gli stimoli percepiti in quelli naturali. Quindi, rigenerare sia la parte psicologica che fisica, utilizzando tecnologie già esistenti sul mercato e testando l’effettiva validità delle stesse in termini di efficacia sul corpo umano. 

Tra esse, solo per citarne alcune: pavimenti a micro stimolazione plantare per migliorare la circolazione periferica; superfici tridimensionali biomorfiche con riproduzione di frattali alla base dei costrutti vegetali naturali, per vivere immersi nello stimolo visivo naturale; sistemi di filtrazione vegetale derivati dalla ricerca aerospaziale per garantire assoluta pulizia dell’aria che respiriamo; luci che seguono il ritmo circadiano, variando automaticamente temperatura e intensità luminosa per sincronizzare il ritmo antropico; costruzione di superfici radianti con scambio termico esteso per climatizzare gli ambienti copiando l’attività del sole. 

Quali tecnologie garantiscono l’autosufficienza energetica del modulo?

In Biosphera, circa 4 kWp (kW di picco) di impianto fotovoltaico integrato applicato in copertura unitamente a 19,2 kW di batterie di accumulo al sale, inesplosive e completamente riciclabili, forniscono l’energia necessaria per autoalimentarsi.

Quali sono i materiali impiegati per costruire il modulo abitativo Biosphera Genesis e conseguentemente quali consumi energetici e idrici richiede? Qual è il risparmio rispetto ad altri moduli abitativi?

Biosphera è stata realizzata partendo dall’assunto di garantire la quasi totale recuperabilità e/o riciclabilità del materiale utilizzato. Il legno xlam certificato Pefc/Fsc è la base della struttura portante (abete) e degli arredi interni (betulla e cirmolo), mentre materiali naturali ingegnerizzati, come lana di roccia, argilla, sughero, fibrogesso sono i componenti dominanti del costrutto. 

Per la realizzazione dell’isolamento dell’involucro si è optato per la soluzione “StoTherm mineral”, cappotto caratterizzato da eccellenti proprietà di protezione termica, acustica e sfasamento estivo che riproducono l’effetto marmorino sulle porzioni di facciata ondulata chiara, in contrasto con una finitura più materica, quasi nera.

Biosphera, nel monitoraggio ormai decennale al quale è sottoposto, rileva che: la potenza media impegnata per riscaldare, raffrescare, deumidificare e ventilare è inferiore a 10 W/mq nella media annuale, circa 4/6 volte meno di edifici costruiti secondo le norme attuali. 

Di fatto, l’unica operazione energivora rimane la produzione dell’acqua calda sanitaria in funzione del suo utilizzo. Per minimizzare questo impatto, è stato montato un recuperatore di calore sotto il piatto doccia in grado di restituire all’ambiente, durante la fase di riscaldamento invernale, parte dell’energia prodotta e sprecata durante l’utilizzo principale dell’acqua surriscaldata. In Biosphera Genesis, recuperiamo anche il calore dell’aria viziata espulsa durante l’inverno per donarlo al flusso di aria filtrato e ripulito in ingresso, con efficienze che sfiorano il 90%. 

Attualmente, esistono degli edifici costruiti con questo protocollo o è un progetto solo di natura sperimentale? Quali sono i costi di un modulo abitativo con queste caratteristiche?

Il protocollo di costruzione Biosphera è applicabile a qualunque edificio esistente o di nuova costruzione ed è strettamente in relazione alle funzioni per le quali è stato creato (scolastico, residenziale, ospedaliero e terziario). Esso perciò non è un modulo fine a sé stesso, ma un modus operandi da applicare alle ristrutturazioni o alle nuove edificazioni. Oltre 40 edifici sono già stati realizzati in questi anni, e 13 sono in costruzioni nel biennio 2021/2022 nelle categorie residenziale, terziario ed alberghiero.

Il costo di costruzione di un edificio nuovo, chiavi in mano, si stima mediamente intorno ai 2500€/mq. Va poi considerato che, l’adozione di singole tecnologie in abitazioni esistenti potrebbe cambiare radicalmente la vita degli utenti con un investimento inferiore ai 10mila euro, relativamente agli aspetti legati alla salute umana. Ad esempio: illuminazione a ritmo circadiano, stimolo olfattivo e pulizia/rigenerazione dell’aria, miglioramento del sonno e dell’attività vigile con stimoli sonori, sistemi di riscaldamento radianti ad infrarossi onda lunga, vernici autopulenti antimicrobiche antivirali. 

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Carla Pillitu
Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.