Dal prossimo 25 novembre, fino al 31 gennaio 2020, sarà possibile presentate le domande di partecipazione al bando di Sardegna Ricerche Sardegna verde”, che finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori dell’ecoedilizia e della cosmesi naturale legata alla ricettività green. L’obiettivo è quello di supportare lo sviluppo sostenibile delle imprese sarde, aiutando le piccole realtà “verdi” operanti sul territorio e favorendo la riconversione di quelle imprese che invece non hanno ancora adottato paradigmi produttivi in linea con gli standard della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Due sono in particolare le linee di intervento: la linea A dedicata a “Progetti strategici di filiera”, e la linea B dedicata, invece, a “Progetti semplici proposti da singole imprese”.

L’obiettivo è quello di supportare lo sviluppo sostenibile delle imprese sarde, aiutando le piccole realtà “verdi” operanti sul territorio e favorendo la riconversione di quelle imprese che invece non hanno ancora adottato paradigmi produttivi in linea con gli standard della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Insieme a Marina Masala, responsabile Piattaforma economia circolare di Sardegna ricerche, abbiamo approfondito alcuni aspetti del bando, anche alla luce di quanto emerso dall’incontro di presentazione che si è svolto a Cagliari mercoledì 13 novembre.

Il bando “Sardegna verde” si inserisce nel quadro più ampio di un percorso promosso da Sardegna ricerche a partire dal 2013. Come si è strutturato questo iter?

Noi ci occupiamo di imprese sostenibili dal 2013, anno in cui abbiamo iniziato a costituire la rete “Produzioni naturali e sostenibili in Sardegna”. Da questa iniziativa è poi scaturita, grazie al forte interesse registrato su questi temi, una serie di altri progetti tra cui, solo per citare un esempio, “Abitare Mediterraneo – Sardegna per l’edilizia sostenibile”. Successivamente è stata creata la piattaforma “economia circolare”, dove sono confluite, vista la trasversalità del tema, tutte queste iniziative. Abbiamo deciso di dare vita a un progetto complesso che non include solo un bando per iniziative di ricerca – le nostre attività classiche –  ma che promuove una visione completa dell’economia circolare in Sardegna. Il tutto attraverso studi di settore che tracciano un quadro del comparto, mostrando le opportunità legate agli investimenti in attività legate all’economia circolare.

Come si configura nello specifico il  bando “Sardegna verde”?

E’ un po’ un bando test, infatti la dotazione finanziaria è di soli 700 mila euro a carico del POR‑FESR Sardegna 2014-2020 – Asse I “Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione”. E’ un regime di aiuti che rientra sempre all’interno del regolamento UE 651. Possiamo finanziare sia l’ecoinnovazione della singola impresa, sia progetti di imprese che si mettono insieme, ad esempio nella modalità tipica della partnership (con o senza un organismo di ricerca). Il progetto deve riguardare lo studio di un particolare prodotto o processo che deve essere ovviamente sostenibile da un punto vista ambientale, sia in termini di risparmio energetico sia in termini di risparmio di materie prime e di riciclo. Per valutare le caratteristiche del progetto c’è poi una griglia di valutazione legata ai Cam – Criteri ambientali minimi, in base alla quale vengono dati dei punteggi.

Può darci qualche dettaglio in più sui settori in cui si possono presentare i progetti?

Sono i settori dell’edilizia sostenibile e della cosmesi naturale collegata alla ricettività sostenibile. Si tratta di ambiti in cui si concentra il più alto numero di imprese sul territorio. Nello specifico all’interno di una linea di progetto mettiamo insieme almeno una struttura ricettiva e un laboratorio di cosmesi, proponendo loro un tema comune, come ad esempio l’utilizzo di prodotti di biocosmesi nelle strutture ricettive. In questo modo si creano sinergie virtuose tra i due settori del bando: edilizia e cosmesi green.

In base all’incontro di presentazione e ai workshop che avete organizzato il 13 novembre a Cagliari quale dei due filoni tematici ha avuto il maggiore riscontro?

Il gruppo dell’edilizia sostenibile era sicuramente il più numeroso, ma va considerato che include progettisti, produttori di materiali e organizzazioni di ricerca. La percentuale era del 60% ed era composta da persone che a vario titolo erano al settore. Il restante 40% era interessato a cosmesi e ricettività. Questa percentuale inferiore è dovuta anche al fatto che in questo periodo le strutture ricettive sono tutte chiuse.

A livello generale si può dire che il settore su cui puntiamo è quello dell’edilizia, anche perché la diffusione di paradigmi operativi legati alla riduzione dell’impatto ambientale potrebbe essere una grande opportunità di mercato per rilanciare questo comparto. Mi riferisco ai criteri ambientali minimi degli acquisti pubblici verdi (Gpp) che influenzano ormai il 17% del Pil e possono rappresentare uno strumento forte per trainare il mercato.

Introiettare modalità operative in linea con l’ambiente non vuol dire solo salvare il pianeta, ma anche favorire lo sviluppo delle imprese, che vedono aumentare i loro fatturati. Noi diamo tutto il supporto necessario per promuovere l’innovazione e la ricerca. Si tratta di meccanismi virtuosi che, una volta messi in moto, rappresentano un volàno interessante.

Introiettare modalità operative in linea con l’ambiente non vuol dire solo salvare il pianeta, ma anche favorire lo sviluppo delle imprese, che vedono aumentare i loro fatturati.

Un altro aspetto toccato dal bando è il finanziamento per attività di comunicazione. Come si articola l’erogazione dei finanziamenti in quest’ambito?

Noi promuoviamo le attività di comunicazione volte a diffondere il progetto. La dotazione finanziaria può essere aumentata di un ulteriore 15% e arrivare a un valore massimo dell’80% in quest’ambito, a patto che sia soddisfatta almeno una delle condizioni indicate dal bando. Ad esempio viene valutata la collaborazione tra imprese, ma anche quella tra aziende e uno o più organismi di ricerca, e la diffusione del progetto tramite conferenze, pubblicazioni e banche dati.

In generale, a suo avviso, qual è l’elemento chiave per portare avanti con successo progetti che pongono al centro la sostenibilità ambientale?

Sulla sostenibilità è necessario un approccio traversale, grazie al quale tutti possano dare il loro contributo a vari livelli. Noi facciamo la nostra parte come pubblica amministrazione, così come le imprese e il governo. Su questi temi dobbiamo lavorare insieme con molto coraggio e senza tirarci indietro.

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