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La difficile convivenza tra agricoltura e biocarburanti

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La difficile convivenza tra agricoltura e biocarburanti

Con il termine “land grabbing” s’intende l’acquisizione di ampie fette di terreni agricoli al fine di riconvertire le colture a filiere alternative come i biocaruranti. Un’attività, come descritto nella focus story del nuovo numero di e7, che interessa 60 milioni di ettari nel mondo.

“Il tema è complesso”, secondo David Chiaramonti, Presidente di ReCord (Consorzio ricerca e dimostrazione per le rinnovabili). “Sono diversi i terreni agricoli che, abbandonati per scarsa redditività, stanno tornando ai boschi. Il che non rappresenta sempre una scelta sicura o che valorizzi la ricchezza del suolo”. Il biofuel, dunque, “può rappresentare una nuova opportunità”.

“Non possiamo produrre energia rinnovabile a qualsiasi costo”, aggiunge Roberto Marcato, Assessore allo Sviluppo economico e all’Energia del Veneto. Un’alternativa valida è l’uso di “scarti vegetali come l’umido, così da recuperare risorse e produrre energia veramente pulita”.

In questo numero di e7 anche le interviste a Linda Meleo, Assessore alla Città in movimento di Roma, sull’attivazione del Piano urbano per la mobilità sostenibile, e a Simone Togni, Presidente di ANEV, sulla difficile situazione dell’eolico in Campania.

Al Centro-Nord, invece, energia dal vento, fotovoltaico e idroelettrico segnano il maggior incremento in termini di potenza installata nel primo trimestre del 2017 (in Lazio, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto), come descritto dall’Osservatorio di Anie Rinnovabili.

Oltre le consuete rubriche, completa il settimanale un approfondimento sull’evento “Finanza: rischi climatici e investimenti sostenibili” dell’Università Bicocca di Milano.

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