“Entro il 2030 si stima che la transizione energetica creerà altri 1,2 milioni di posti di lavoro in Ue, oltre ai 12 milioni di nuovi posti di lavoro già previsti” questo secondo l’indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa della Commissione Europea del 2019. Ma come cambiano le professionalità e cosa accade a know how tecnologici consolidati come le fossili? A queste domande prova a rispondere l’ultimo numero di e7 intervistando in apertura Gianni Girotto, presidente della X commissione Industria al Senato, e Ilvo Sorrentino, segretario nazionale della Filctem Cgil.

“Riorganizzare i processi produttivi e puntare a un minor utilizzo delle risorse” è il segnale di Girotto. “Il Pniec non è definitivo”, evidenzia Sorrentino, “il carbone, se deve sparire, deve essere gestito in termini di transizione energetica almeno passando per il gas. Eolico e solare da soli non ce la possono fare. Idroelettrico, biomasse, geotermia sono altre fonti su cui investire. Inoltre, i posti di lavoro sia come quantità che come qualità non hanno prodotto ad oggi grandi cose”.

Diamo poi un quadro su alcune delle nuove professionalità che si stanno delineando in ambito energetico: dalla cybersecurity all’efficienza energetica, dalle rinnovabili alle trenchless tecnologies, dalla gestione ambientale alla riscoperta del comparto marittimo.

Chiudiamo il settimanale soffermandoci sulle possibilità della formazione in Italia con nuovi corsi di studio dedicati all’economia circolare e a più consolidate prospettive come l’ingegneria nucleare.

La redazione di e7 vi augura buone vacanze, tornerà l’11 settembre.

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