Reti, finanza e rinnovabili. Così le aziende italiane si distinguono nel mondo

Alcune iniziative in Uruguay, Gran Bretagna e Scozia

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Mentre la politica si confronta duramente sui temi della prossima legge di bilancio, le aziende italiane continuano ad affrontare il mondo dell’energia con una visione globale.

Non solo i grandi gruppi, attori consueti nell’agone internazionale, ma anche realtà con una proiezione estera ancora non strutturata stanno emergendo con le loro peculiarità. Dall’America meridionale fino alle isole britanniche con una sponda a Milano, l’Italia che innova, promuove e crea si distingue per l’elevato spessore tecnologico, ingegneristico e finanziario che caratterizza le imprese nazionali.

Terna opera in Uruguay per l’alta tensione

Aggiudicata la gara d’appalto nel 2016, in consorzio con l’azienda locale Saceem, la multinazionale con sede a Roma, ha inaugurato la nuova linea di trasmissione elettrica da 500 kV che si snoda nel nord del paese, vicino al confine con il Brasile, per 213 km. L’infrastruttura è parte essenziale dello strategico “anello nord”, implementato negli ultimi 10 anni con investimenti per 480 milioni di dollari, destinati a rendere la gestione energetica scevra dalle interruzioni che hanno caratterizzato il passato, dovute principalmente a fenomeni meteo estremi. L’intervento del presidente di Ute, l’azienda  pubblica che gestisce la generazione, la trasmissione, la distribuzione e la vendita di energia elettrica nel paese sudamericano, ha sottolineato la profondità dell’impegno economico: in tutto il territorio nazionale sono stati investiti, negli ultimi 10 anni circa 1,1 miliardi di dollari per le reti di trasmissione; nei prossimi cinque anni Ute ha in programma investimenti pari a 1,2 miliardi di dollari, di cui un quarto riservati alle reti di trasmissione, con 464 milioni di dollari per gli impianti di distribuzione.

Mentre Saipem vola in Scozia (e a Taiwan) per realizzare parchi eolici

Anche l’azienda di S. Donato Milanese fa il suo esordio nei progetti completi nel settore dei parchi eolici in mare. Con i due progetti di cui al titolo, che hanno un valore totale di 750 milioni di euro, Saipem rafforza il proprio ruolo globale per servizi nel settore energetico. Lo strumento tecnico sarà la nave Saipem 7000, naviglio esperto nel gestire attività nel Mare del Nord. Il contratto, concluso con l’azienda transalpina Edf renewables, riguarda un’infrastruttura situata a 15 km a largo dell’area di Fife in Scozia, chiamata Neart na Gaoithe (NnG), estesa per 105 km2, in grado di generare circa 450 megawatt di elettricità. È prevista l’ingegnerizzazione, l’approvvigionamento, la costruzione e l’installazione di 54 fondazioni per uno stesso numero di turbine eoliche, con una capacità di circa 8 MW ognuna, di due fondazioni per le sottostazioni elettriche, compreso il trasporto, l’installazione e il posizionamento, a una profondità che andrà dai 40 ai 60 metri. Le fondazioni (jacket in inglese), saranno realizzate in parte da cantieri Saipem e in parte da altre strutture in Scozia. Il commento di Francesco Racheli, Chief operating officer della divisione E&c offshore di Saipem:Questo importante risultato è stato possibile grazie alle nostre capacità e competenze di ingegneria, fabbricazione e installazione, oltre che ai nostri mezzi navali, particolarmente adatti a progetti di questo tipo”.

Dopo le coste scozzesi, l’azienda guidata da Stefano Cao è sbarcata a Taiwan, dove si occuperà, a partire dai primi mesi del prossimo anno, di fornire il materiale e fabbricare 32 strutture di fondazione per altrettante turbine eoliche nel parco Formosa 2, in mare aperto sulla costa occidentale dell’isola.

Prysmian si occuperà di trasmettere l’elettricità alla terraferma scozzese

La società milanese si occuperà di trasferire l’energia elettrica prodotta dal campo eolico NnG situato nel Mare del Nord scozzese di cui si occupa Saipem (vedi articolo sopra). La commessa, assegnata sempre da Edf renewables, prevede la progettazione, la fornitura, l’installazione e il collaudo per la posa di due cavi sottomarini export estrusi tripolari ad alta tensione in corrente alternata a 220 kV e armatura singola. Questo cablaggio collegherà il parco eolico in mare alla regione di East Lothian sulla terraferma. Il percorso sarà per 38 chilometri in mare e 12 sulla terraferma. Hakan Ozmen, Evp projects di Prysmian group, spiega la proiezione dell’impresa: “Prysmian sta dimostrando le sue indiscusse capacità di supportare il settore in espansione delle energie rinnovabili, offrendo la propria tecnologia all’avanguardia, know how ed esperienze nell’esecuzione di progetti”.

Il valore della commessa è pari a 100 milioni di euro e servirà una platea di 375.000 utenti. Il termine dell’installazione è previsto per il 2021.

A Milano Ir top consulting viene premiata per l’attività oltremanica

Mentre si cerca di chiudere in qualche modo la questione dell’uscita di Londra dall’UE, nel Regno Unito all’imprenditoria italiana viene riconosciuto il suo impegno nella finanza a ridotto impatto ambientale. Ir top consulting, boutique finanziaria operante nel settore della quotazione in borsa e l’apertura dei mercati a investitori istituzionali con sede a Milano, ha vinto il “Green finance award”, assegnato durante la 13° edizione degli UK-Italia Business boost awards, riconoscimento dedicato dal governo britannico alle aziende italiane che investono oltremanica e aziende dell’arcipelago britannico che investono ed esportano in Italia. Il premio, consegnato all’Ad dell’azienda Anna Lambiase il 29 novembre scorso a palazzo Mezzanotte a Milano, è stato così motivato: “Nel 2001 fonda It top consulting, Partner equity markets di Borsa italiana, specializzata nell’advisory per la quotazione in borsa. Fondatrice e Ad di Vedogreen, primo osservatorio in Italia specializzato nella finanza per le società della green economy e della Spac greenItaly1, veicolo di investimento per la Green finance quotato su Aim Italia. E per la pluriennale collaborazione con il Department for international trade presso il Consolato generale britannico di Milano nell’ambito dell’internazionalizzazione delle imprese”. Anna Lambiate ha espresso così la sua soddisfazione: “Sono estremamente orgogliosa di aver ricevuto questo importante riconoscimento, a conferma dell’impegno profuso nell’ambito della finanza green, che oggi rappresenta uno dei settori più importanti della nostra economia, composto allo stesso tempo da numerose aziende quotate sul mercato Aim e in fase di prossima Ipo. Ringrazio il consolato britannico a Milano per la proficua collaborazione che ha consentito in questi anni di promuovere una reciproca conoscenza delle opportunità di investimento nei due paesi da parte di aziende italiane e britanniche”.

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