Mobilità in sharing la proposta di Toyota

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Le informazioni diffuse dall’Osservatorio nazionale sharing mobility mostrano come 4 persone su 10 non prevedono di continuare a sfruttare la mobilità condivisa come prima del Covid-19. Questo dipende dall’obbligo di sanificazione e igienizzazione dei veicoli, che rende più fruibile il mezzo privato. La mobilità condivisa mantiene la sua priorità quando si tratta di accedere in zone a traffico limitato o prive di un servizio di trasporto pubblico efficiente. Un altro limite per questo approccio rivoluzionario alla mobilità cittadina è rappresentato dalla relativa scarsità di un parco veicoli alimentati a elettricità o ibridi: solo 1 su 4.

La rivoluzione promossa da Toyota con Kinto share

Toyota, dopo aver presentato il servizio Yuko a Venezia, punta su Kinto share: un servizio di mobilità condivisa station based, contemperando le esigenze di mobilità tramite trasporto pubblico, forzatamente limitate dalle misure adottate per inibire la diffusione della pandemia, con la certezza di fornire requisiti elevati di igienizzazione come previsto dalle norme promosse dalle autorità sanitarie.

Questo si concretizza con la presenza all’interno di ogni veicolo di un cartellino con riportata la certificazione dell’avvenuta sanificazione e con la disponibilità di 20 minuti di noleggio gratuito per lasciare al cliente la possibilità di igienizzare i veicoli in autonomia (oltre alla sanificazione già effettuata da Toyota). Con l’introduzione nella flotta della nuova Yaris hybrid, con consumi ed emissioni ridotti (fino a 35,7 km/l e a partire da 64g/km di CO2), il servizio Kinto share diventa ancora più rispettoso per l’ambiente.

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