Le imprese tricolori si distinguono in Nord America, Africa ed Europa

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team_lavoro_aziende italiane nel mondoLa settimana delle nostre imprese energetiche nel mondo.

Il gruppo Danieli conclude una importante commessa siderurgica negli USA 

Il gruppo italiano Danieli è stato scelto dalla società statunitense Nucor corporation, attivo nella produzione di acciaio negli USA. L’incarico riguarda la costruzione di un nuovo impianto nello West Virginia (Mason County).

L’azienda tricolore fornirà macchinari e tecnologie di automazione.Si tratta della commessa più importante nel settore della siderurgia degli ultimi 20 anni che premia l’innovativa tecnologia ideata da Danieli automation.

La tecnologia sottesa all’incarico è basata sull’Intelligenza artificiale. Il nuovo stabilimento Nucor verrà completato entro il 2024 e utilizzerà la tecnologia di laminazione diretta a caldo Qsp-Due e a freddo. I processi produttivi saranno interamente automatizzati e con elevati standard di sicurezza.

L’importo del contratto è superiore ai 650 milioni di euro.

Eni ed Egas insieme per aumentare la produzione e la fornitura di gas egiziano

Il presidente di Egas, Magdy Galal e il direttore generale natural resources di Eni, Guido Brusco, hanno sottoscritto lo scorso 13 aprile al Cairo un accordo quadro.

L’atto è teso a massimizzare la produzione di gas e le esportazioni di Gnl. Questo contratto mira a promuovere l’esportazione di gas egiziano verso l‘Europa, in particolare verso l’Italia.

Si inserisce nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Le parti hanno convenuto di valorizzare le riserve di gas egiziane aumentando le attività gestite congiuntamente.  Identificando opportunità anche per massimizzare la produzione di gas a breve termine.

Eni ottimizzerà inoltre le campagne esplorative nei blocchi esistenti e nelle aree di nuova acquisizione. Quindi nelle regioni del Delta del Nilo, del Mediterraneo orientale e del Deserto occidentale.

Questo contratto segue quello firmato per il riavvio dell’impianto di liquefazione di Damietta lo scorso anno. Potrà fornire Gnl per volumi complessivi fino a 3 Bcm nel 2022 per il portafoglio Eni di gas naturale liquefatto diretto in Europa e nel Belpaese.

Eni è impegnata in una serie di iniziative volte a decarbonizzare il settore energetico egiziano. Infatti promuove lo sviluppo di impianti Ccs, impianti di energia rinnovabile, agrofeedstock per la bioraffinazione e altri.

Eni approfondisce la presenza nel Deserto occidentale egiziano

Eni annuncia nuove scoperte di olio e gas nella concessione di Meleiha, nel Deserto occidentale egiziano, per circa 8.500 barili/giorno di olio equivalente.

Le scoperte sono già state messe in produzione. Grazie alla strategia Infrastructure-led exploration, che permette di massimizzare le opportunità esplorative in prossimità di infrastrutture esistenti.

Questi risultati, sommati alle scoperte del 2021 per complessivi 8 pozzi esplorativi, danno una percentuale di successo del 75%, a conferma del potenziale dell’area.

Altre attività esplorative sono in corso nella concessione con indicazioni promettenti.

Con queste scoperte Eni, attraverso Agiba, accordo tra Eni e Egpc, continua a perseguire la sua strategia near field nel bacino maturo del deserto occidentale egiziano. Al fine di massimizzare la produzione contenendone i costi di sviluppo e riducendo al minimo il time to market.

Inoltre, Eni rinnova l’impegno nel sito nordafricano con la recente acquisizione di due blocchi esplorativi e con la pianificazione nel 2022 di un nuovo rilievo sismico 3D ad alta risoluzione nella concessione di Meleiha. Con lo scopo di investigare il potenziale a gas dell’area in linea con gli obiettivi di transizione energetica.

Falck renewables collabora con BlueFloat energy per realizzare di impianti marini eolici galleggianti in Scozia

Falck renewables e BlueFloat energy hanno sottoscritto un accordo relativo all’asta ScotWind.

Al sito a est di Aberdeen (Plan option E1) verrà assegnato il nome di Bellrock. Il sito a nord di Fraserburgh (Plan option NE6) si chiamerà Broadshore.

L’associazione tra Falck renewables, BlueFloat energy e Ørsted ha poi firmato congiuntamente un accordo di opzione su un sito a est di Caithness (Plan Option N3) che sarà chiamato Stromar.

Le tre aree potrebbero ospitare congiuntamente un totale di circa 3,0 GW di capacità eolica marina.

I progetti saranno operativi entro la fine del decennio, dopo la concessione delle autorizzazioni e delle connessioni alla rete.

Le proposte vincenti hanno combinato la volontà di creare posti di lavoro qualificati e di investire sul tessuto industriale scozzese. Così da rendere la Scozia un polo globale per la tecnologia eolica marina galleggiante. Creando, infine, un nuovo modello per garantire benefici alle comunità locali.

Carlos Martin, ad di BlueFloat energy, ha commentato: “Siamo felici di aver firmato gli accordi di opzione con Crown estate Scotland. Ora passiamo a sviluppare eolico marino galleggiante su una scala che farà davvero la differenza per la Scozia”. 

I mari e la costa scozzesi offrono un enorme potenziale. Non vediamo l’ora di usare la nostra esperienza per fornire quell’energia pulita che sarà fondamentale per un futuro a zero emissioni per la Scozia“.

Richard Dibley, managing director di Falck renewables wind Ltd, ha concluso: “Questi progetti eolici marini avranno un grande impatto positivo sulla Scozia, in linea con l’impegno che ha contraddistinto per oltre 15 anni le nostre iniziative nell’eolico onshore in questo territorio.

I progetti creeranno posti di lavoro, rafforzeranno l’imprenditoria locale, genereranno benefici economici e aiuteranno lo sviluppo delle comunità scozzesi. Da oggi il nostro impegno è quello di trasformare queste iniziative in realtà“.

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Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.