Cavi elettro-idraulici di ultima generazione da calare nelle profondità degli oceani. Rinnovabili e Power purchasement agreement (Ppa). Biocarburanti a ridotto impatto ambientale. I temi al centro dei nuovi accordi siglati dalle imprese tricolori all’estero.

Il gruppo Prysmian fornirà 350 km di Steel tube & thermoplastic a Petrobras in Brasile

Il gruppo Prysmian, attore di spessore globale nell’industria dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni, ha concluso un accordo con la carioca Petrobras per fornire 350 km di cavi elettro-idraulici di ultima generazione. La tecnologia sarà sfruttata per operazioni ad elevata profondità, che sfruttano tecnologie steel tube e thermoplastic. Il contratto prevede servizi specializzati di logistica e operazioni in alto mare.

La fornitura fornirà tecnologia tesa a potenziare le installazioni e delle operazioni di progetti “brown field” e “green field” in Brasile. I prodotti Steel tube e quelli Thermoplastic perché maiuscolo? saranno progettati, prodotti, collaudati e consegnati nel periodo 2022-2025. Il sito prescelto è quello di eccellenza del Gruppo per le tecnologie “subsea dynamic” con sede a Vila Velha. Il contratto ha un valore di circa 92 milioni di €.

L’accordo rappresenta un nuovo passo in avanti nello sviluppo di tecnologie offshore d’avanguardia e sottolinea il ruolo del Gruppo come partner ideale per una vera trasformazione digitale dell’elettrificazione a livello globale”, ha dichiarato Hakan Ozmen, Evp projects BU del gruppo Prysmian.

Erg sottoscrive due Ppa nel Regno Unito

Lo scorso 21 luglio Erg, attivo nella produzione di energia da fonti rinnovabili, sfruttando le sue controllate Evishagaran wind farm limited e Craiggore energy limited ha concluso un accordo di lungo termine con ElectroRoute energy supply ltd, azienda che si occupa di commercio e servizi energetici. Il contratto prevede due Power purchase agreement (Ppa) perché corsivo? per la fornitura di energia prodotta dagli impianti eolici a terra di Evishagaran e Craiggore nella porzione settentrionale irlandese.

La fornitura avverrà in modalità “pay as produced” con una remunerazione a prezzo fisso su tutta l’energia prodotta. ElectroRoute garantirà inoltre il servizio di “Route to market” per consentire l’immissione dell’energia sulla rete elettrica del Paese. Paolo Merli, ad di Erg, ha dichiarato: “La sottoscrizione dei due contratti rappresenta un ulteriore importante passo nella direzione degli obiettivi del nostro Piano industriale 2021-2025, che prevede l’evoluzione verso un modello di tipo infrastrutturale attraverso la securizzazione dei ricavi”. I due impianti, con una capacità installata totale di 70 MW e una produzione stimata annua di oltre 250 GWh, attualmente in fase avanzata di costruzione, entreranno in esercizio entro la fine del 2021. Per la gestione dell’operazione Erg ha scelto come financial advisor Santander corporate & investment banking.

Eni e il governo del Kenya rafforzano la cooperazione nella filiera dei biocarburanti sostenibili

Eni ha sottoscritto un memorandum d’intesa con il Ministero del Petrolio e delle attività minerarie del Kenya. Oggetto del contratto è la promozione del processo di decarbonizzazione e il contrasto al cambiamento climatico sfruttando un nuovo modello industriale. Il progetto prevede di integrare pienamente l’economia circolare lungo l’intera filiera per la produzione di biocarburanti.

Le parti condurranno studi di fattibilità congiunti per sviluppare la raccolta di scarti e residui agricoli. Saranno studiati progetti agricoli mirati, che assicurino una varietà di fonti di materia prima, non in competizione con cicli alimentari, da trasformare in biocarburanti e bio-derivati. Questi ultimi potranno contribuire all’approvvigionamento delle bioraffinerie Eni in Italia, a Gela e a Venezia. Le parti valuteranno l’opportunità di convertire la raffineria di Mombasa in una bioraffineria e la costruzione di un impianto di bio-etanolo di seconda generazione da biomasse di scarto, facendo leva su tecnologie Eni Ecofining™ e Proesa®.

I progetti di sviluppo agricolo si concentrano sulle colture oleaginose sostenibili, come le materie prime a basso Iluc (Indirect land use change, impatto sul cambiamento d’uso del suolo) o colture di rotazione, piante di ricino su terreni degradati, alberi di croton nei sistemi agro-forestali e altri coprodotti agroindustriali. Le iniziative relative alla raccolta di scarti e residui saranno incentrate sulla promozione e la messa in atto di un sistema di raccolta per gli oli vegetali esausti Uco (Used cooking oil) e per altri residui agroalimentari. Questa iniziativa contribuirà alla diversificazione del mix energetico in Kenya e supporterà in generale il processo di decarbonizzazione.

Questa scelta diminuirà la dipendenza del paese dall’importazione di prodotti petroliferi. Altri benefici includono l’implementazione di attività agricole sostenibili e di economia circolare grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Da ultimo saranno rafforzate la competitività economica nell’industria locale e la creazione di numerosi posti di lavoro. L’accordo stimolerà il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. Il progetto contribuisce all’implementazione della Strategia per la bioenergia del Kenya, dei Contributi aggiornati determinati a livello nazionale, e dei Piani di sviluppo del Kenya, inclusa la Kenya Vision 2030. Le iniziative proseguono l’impegno di Eni nell’eliminare l’utilizzo dell’olio di palma entro il 2023 e di raddoppiare la capacità delle proprie bioraffinerie fino a raggiungere 2 milioni di tonnellate entro il 2024.

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Domenico M Calcioli
Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.