Le aziende tricolori dell’energia questa settimana collaborano con le omologhe francesi, lussemburghesi e indonesiane

Le nostre imprese promuovono le loro attività estere a livello globale

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Saipem e Naval Energies si accordano per gestire le attività di Naval Energies nel settore dell’energia eolica flottante

Saipem e Naval Energies, parte della multinazionale francese Naval Group, hanno firmato lo scorso 4 giugno un accordo per l’acquisizione delle attività di Naval Energies nel settore dell’energia eolica flottante. Il contratto prevede l’acquisizione delle competenze ingegneristiche di Naval Energies relative alle unità flottanti, dei diritti di proprietà intellettuale e circa trenta risorse con competenze di modellizzazione e simulazione.

Questa operazione avrà risvolti marginali sulla posizione finanziaria del gruppo Saipem.

Naval Energies ha oltre 10 anni di esperienza nell’eolico flottante a largo e ha sviluppato un progetto di eolico semi-sommergibile flottante tra i migliori sul mercato. Naval Group ha annunciato all’inizio di febbraio l’intenzione di interrompere i propri sviluppi nel campo delle energie rinnovabili a largo, promuovendo un processo finalizzato alla cessazione delle attività di Naval Energies, inclusa la ricerca di un acquirente per tutte o parte delle attività della società. Il completamento dell’operazione è soggetto alle necessarie autorizzazioni amministrative.

Mauro Piasere, responsabile della Business Unit Offshore New Energies di Saipem, ha spiegato: “Con questa acquisizione ampliamo il nostro portafoglio di tecnologie e posizioniamo Saipem nella gara per l’assegnazione del progetto eolico flottante offshore di Groix & Belle-Île, in Francia, per il quale punteremo sulle nostre riconosciute capacità di esecuzione di progetti chiavi in mano, al servizio di Eolfi. Il know-how che acquisiamo consolida la nostra posizione nel mercato delle energie rinnovabili offshore, in particolare nell’eolico flottante”.

Jean-Yves Battesti, executive chairman di Naval Energies, conferma: “La combinazione tra le grandi competenze e risorse di Saipem nelle costruzioni offshore e la sua strategia nelle energie marine rinnovabili con l’esperienza di Naval Energies nell’energia eolica flottante dà vita a un nuovo player leader nel settore dell’eolico offshore. Siamo assolutamente convinti che questo nuovo polo tecnologico, i cui team avranno sede a Nantes e Brest in particolare, sarà in grado di promuovere questa promettente industria in Bretagna, nei Paesi della Loira, ma anche nel resto della Francia e nel mondo”.

Saipem è presente in Francia dal 2002 attraverso le proprie controllate Saipem SA e Sofresid Engineering SA. La società, attraverso la business unit New Energies della divisione E&C Offshore, è già attiva nelle energie rinnovabili.

Eni ha perforato e testato con successo il pozzo Maha 2 a largo delle coste indonesiane

Il pozzo insiste sulla scoperta di gas di Maha situata 16 chilometri a sud-est dell’Unità di produzione galleggiante (Fpu) di Jangkrik, operata da Eni. L’azienda di San Donato Milanese segna un altro importante risultato in Indonesia dopo il recente avvio della produzione di Merakes. Il giacimento si trova nel Blocco di West Ganal nel mare prospiciente il Kalimantan, in Indonesia. Il pozzo, perforato sino ad una profondità di 2.970 metri in 1.115 metri di profondità d’acqua, ha incontrato 43 metri di sabbie di età Pliocenica con eccellenti proprietà di reservoir mineralizzate a gas.

La prova di produzione, limitata dalle infrastrutture di superficie ha segnalato ottime capacità erogative, con portate di circa 1 milione di metri cubi al giorno di gas. Attraverso i dati del test e del carotaggio sono state raccolte importanti informazioni per eseguire tutti gli studi richiesti per la preparazione di un piano di sviluppo del campo sul quale sono pianificati due ulteriori pozzi di delineazione. Il piano di sviluppo di Maha prevederà, nel caso più probabile, uno sviluppo con pozzi sottomarini che verranno allacciati alla Fpu di Jangkrik dove, analogamente a Merakes, verrà convogliata la nuova produzione. La prossimità del campo a una rete infrastrutturale già esistente permetterà di massimizzare le sinergie e ridurre i tempi ed i costi del futuro sviluppo sottomarino.

Eni è l’operatore del Blocco West Ganal attraverso la sua controllata Eni West Ganal ltd e detiene il 40% di interesse partecipativo con i soci Neptune West Ganal ltd e P.T. Pertamina Hulu West Ganal che detengono il 30% ciascuno.

Eni opera in Indonesia dal 2001 e detiene oggi un importante portfolio di progetti in fase esplorativa ed in sviluppo con una importante produzione operata. La campagna esplorativa di successo condotta da Eni nelle acque del East Kalimantan ha già portato alla messa in produzione dei progetti di Jangkrik e Merakes, la cui messa in produzione è stata annunciata lo scorso aprile. La produzione equity nel paese è di circa 80.000 barili di olio equivalente giorno.

Nextchem e Paul Wurth lavoreranno insieme per produrre acciaio con una ridotta impronta carbonica

NextChem, costola del gruppo Maire Tecnimont, e Paul Wurth, azienda lussemburghese del gruppo Sms attiva nella fornitura di tecnologie per l’industria dell’acciaio, promuoveranno insieme l’uso integrato di elettrolisi e produzione di gas di sintesi nell’industria siderurgica.

La collaborazione tra NextChem e Paul Wurth è tesa allo sviluppo di una soluzione tecnologica avanzata per convertire il gas naturale nel syngas da utilizzare durante la riduzione del minerale di ferro. L’utilizzo del syngas (una miscela di monossido di carbonio e idrogeno) consente la diminuzione della componente di combustibili fossili e, di conseguenza, della riduzione delle emissioni di CO2 nel processo di produzione dell’acciaio.

Nel percorso verso la transizione energetica e la decarbonizzazione dell’industria, NextChem e Paul Wurth uniranno le loro rispettive competenze per studiare l’integrazione della tecnologia dell’elettrolisi con il processo di produzione del syngas, con l’obiettivo di produrre acciaio con emissioni di CO2 minimizzate ad un costo competitivo. L’introduzione dell’idrogeno verde nel processo metallurgico consente di diminuire ulteriormente la quantità di carbone necessaria e di ridurre l’impronta di carbonio delle acciaierie.

Pierroberto Folgiero, ad del Gruppo Maire Tecnimont e NextChem, ha commentato: “L’integrazione dell’elettrolisi nel revamping degli altoforni per la produzione di acciaio è una delle sfide più interessanti dei nostri giorni. Siamo molto orgogliosi di aver firmato questo accordo, che rafforza l’alleanza tra Maire Tecnimont e Paul Wurth, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni a bassa intensità carbonica in un settore ‘hard to abate’ quale quello dell’acciaio”. Thomas Hansmann, chief technology and operations officer di Paul Wurth, conferma: “Insieme ad uno storico partner oggi abbiamo fatto un ulteriore e fondamentale passo in avanti verso la decarbonizzazione dell’industria siderurgica. Solo unendo il nostro know-how possiamo avanzare più velocemente nel percorso verso la transizione energetica e la decarbonizzazione del settore dell’acciaio”.

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Domenico M Calcioli
Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.