AfricaLa rubrica sull’attività delle aziende italiane all’estero questa settimana ci porta in Nord Africa, Balcani e Mare del Nord.

Enea e Res4Africa collaborano nell’agrivoltaico in Nord Africa

Promuovere nei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo lo sviluppo dell’agrivoltaico e dell’energia rinnovabile per evitare conflitti legati a consumo di suolo e scarsità d’acqua e di risorse alimentari. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato da Res4Africa, la fondazione che promuove la diffusione delle energie rinnovabili nel continente africano, ed Enea, socio onorario dal 2016 di Res4Med. “Nell’ultimo decennio abbiamo rilevato come la progressiva diffusione delle fonti rinnovabili nei territori nordafricani abbia incrementato il conflitto sull’uso del suolo”, dichiara in una nota stampa Roberto Vigotti, segretario generale della fondazione Res4Africa. “In questo contesto, l’agrivoltaico ha dimostrato tutta la sua potenzialità nel migliorare l’integrazione tra energia e uso della terra. L’applicazione di questo sistema, crea una sinergia vincente tra acqua, energia e cibo”.

Enea metterà in campo “Agrivoltaico sostenibile @ENEA” per affrontare efficacemente il problema legato al consumo del suolo per produrre energia. La squadra è nata lo scorso marzo per favorire il raccordo tra i principali soggetti coinvolti. Questi collaboreranno nelle fasi di progettazione, realizzazione e autorizzazione degli impianti agrivoltaici per combattere, tra l’altro, la riduzione delle risorse alimentari.

L’installazione di impianti fotovoltaici, considerata la loro maturità tecnologica, il basso costo e la semplicità dei sistemi, è strategica rispetto al raggiungimento degli obiettivi energetici dell’area”, dichiara in nota Giorgio Graditi, direttore del dipartimento Enea di Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. “Ma per integrare le energie rinnovabili nel sistema elettrico locale sarà necessario attuare politiche e iniziative dimostrative che possano rendere più facile per il settore privato svolgere il ruolo di acceleratore della transizione energetica”, conclude Graditi.

Il gruppo Siad Inaugura la stazione di rifornimento di gas tecnici in Serbia

Lo scorso 23 settembre è stata inaugurata, in occasione dell’assemblea generale di Confindustria Serbia, la stazione di rifornimento di gas tecnici del gruppo Siad-Società italiana di acetilene e derivati di Bergamo. L’investimento è stato effettuato tramite la controllata slovena Istrabenz Plini Beograd. L’impegno di oltre 20 milioni di euro è stato reso possibile anche grazie al finanziamento agevolato della Bers pari a 7 milioni di euro.

L’impianto di riempimento di ossigeno, azoto, anidride carbonica e argon si trova nella zona industriale di Simanovci, vicino all’aeroporto di Belgrado Nikola Tesla. In questa prima fase di ingresso nel mercato serbo, il gruppo Siad rifornisce di gas puri e ultrapuri tutte le filiere industriali sfruttando applicazioni in campo alimentare, automotive, chimico-farmaceutico, metallurgico. In futuro, si allargherà alle forniture medicali. Il piano di sviluppo decennale prevede anche di trasformare la stazione di rifornimento in impianti produttivi, così da completare l’integrazione verticale nel paese balcanico.

Falck renewables, Ørsted e BlueFloat energy cooperano con Energy4All per l’eolico nel mare scozzese

La collaborazione tra Falck renewables, Ørsted e BlueFloat Energy, dopo l’ultima asta di ScotWind, comprende ora anche Energy4All, attiva nel community ownership. L’accordo è destinato a promuovere opportunità inclusive per le comunità scozzesi con l’acquisto di una quota degli impianti eolici in mare sviluppati dalle partecipanti.

Energy4All ha firmato un memorandum d’intesa esclusivo per collaborare all’implementazione e finalizzazione di un “community ownership scheme”, che prenderà il via da una consultazione pubblica. Verrà proposto un nuovo protocollo che permetterà ai cittadini e alle comunità scozzesi di condividere i benefici finanziari provenienti dai parchi eolici galleggianti in progetto, così da ottenere e gestire “renewable energy schemes”. L’attività congiunta è finalizzata a permettere a migliaia di persone di acquistare una quota del parco eolico locale. L’iniziativa è stata creata nel 2002 e ha raccolto circa 80 milioni di sterline da investire in progetti eolici, solari, idroelettrici e biomasse.

“Questi schemi innovativi si sono evoluti nel tempo, continuando sempre ad assicurare alle comunità di tutto il Paese la possibilità di beneficiare dell’energia eolica onshore. Ora ci impegniamo a estendere questo concetto all’eolico offshore”, evidenzia in un comunicato stampaRichard Dibley, managing director di Falck Renewables Wind Ltd.

Duncan Clark, head of UK region per Ørsted rimarca: “Siamo impegnati a creare una trasformazione dell’energia verde di cui possano beneficiare le comunità locali nei territori in cui costruiamo e gestiamo i nostri parchi eolici offshore“.

La consultazione inizierà in ottobre nel nord-est della Scozia per raccogliere opinioni su come possono essere meglio servite dai parchi eolici in mare. Saranno approfonditi gli aspetti relativi ai potenziali schemi di investimento o opportunità di community ownership.

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Domenico M Calcioli
Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.