Le aziende italiane dell’energia all’estero

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aziende italiane all'estero greenLe aziende italiane continuano a risaltare nel mondo

Eni cresce in Norvegia con 10 licenze di esplorazione

Tramite Vår energi, controllata al 69,85% da Eni e il restante 30,15 da Hitecvision, la multinazionale di S. Donato Milanese ha ottenuto dal processo di gara “Awards in predefined areas 2020 (Apa)” 10 nuove licenze di esplorazione messe a gara dal ministero del Petrolio ed energia della Norvegia. Le licenze assegnate a Vår energi, che la confermano come una delle società più importanti del Paese, sono 5 come Operatore (op) di cui 2 nel mare del Nord e 3 nel mare di Barents e 5 come partner tutte nel mar Norvegese.

Le nuove licenze esplorative si trovano sia in aree attorno ai centri produttivi chiave che in altre aree, confermando la strategia di Vår Energi e l’impegno nell’esplorazione della piattaforma continentale norvegese, che rappresenta una parte fondamentale della futura crescita organica della società.

Fagioli spa rafforza la sua impronta globale con tre nuove iniziative

Fagioli spa, attore globale nelle attività di trasporto movimentazioni speciali, sollevamenti e spedizioni si è aggiudicato tre commesse in America, Asia e Africa nel settore dell’oil & gas per un controvalore di 80 milioni di euro. L’impegno più importante è quello riferito a operazioni di project forwarding (spedizioni internazionali e logistica), movimentazioni e sollevamenti di moduli e strutture per un grande impianto di liquefazione gas metano in Africa orientale.

La commessa sarà completata all’interno di un accordo di cooperazione con imprese tra le più importanti a livello internazionale, permettendo alla multinazionale con sede in provincia di Reggio Emilia di svolgere le attività con la collaborazione di una propria branca già operativa in zona.

Il secondo contratto vedrà la società guidata da Fabio Belli occuparsi delle operazioni di sollevamento di 7 reattori di raffinazione, del peso di 2.000 tonnellate ciascuno, nell’ambito di un importante progetto di ammodernamento di una raffineria in Tailandia volto alla produzione di combustibili di ultima generazione.

Le operazioni di installazione verranno eseguite attraverso l’utilizzo di un potente sistema di torri di sollevamento traslanti, totalmente progettati e realizzati dal dipartimento di ingegneria di Fagioli, l’unico ad avere le risorse per poterlo fare a livello mondiale.

L’ultima commessa è riferita alla controllata con sede a Houston in Texas e riguarda le operazioni di movimentazione e installazione in Louisiana dei moduli di processo per la realizzazione di un nuovo impianto di liquefazione di gas metano, uno dei maggiori nell’area del golfo del Messico. Con queste tre commesse Fagioli spa conferma la propria vocazione di eccellenza riconosciuta a livello planetario.

Snam partecipa il Nasdaq sustainable bond network

Snam, azienda di peso globale attiva nelle infrastrutture energetiche, fa il suo esordio nel Nasdaq sustainable bond network, l’indice relativo alla finanza sostenibile gestito dal Nasdaq che riunisce investitori, emittenti, banche d’investimento e organizzazioni specialistiche.

L’adesione al Network, celebrata con la proiezione del logo di Snam sulla Nasdaq tower di Times square a New York City, permetterà alla società di ampliare ulteriormente la platea di potenziali investitori internazionali attenti ai temi di sostenibilità. Il commento soddisfatto di Marco Alverà, amministratore delegato di Snam: “L’ingresso nel Sustainable bond network è un importante riconoscimento dell’impegno e della leadership di Snam nella finanza sostenibile, il cui peso è destinato a crescere dal 40 al 60% dei finanziamenti a disposizione dell’azienda nell’arco del piano strategico al 2024. La finanza sostenibile è infatti uno dei pilastri della strategia di sviluppo di Snam e dei nostri investimenti nella transizione energetica per contribuire in maniera attiva a un mondo a zero emissioni”.

Dopo essere stata la prima azienda europea a lanciare, nel 2019, un Climate action bond da 500 milioni di euro, Snam è stata uno degli apripista dei nuovi transition bond con due emissioni, rispettivamente da 500 e 600 milioni di euro, nel corso del 2020.

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