Le aziende del Bel Paese questa settimana visitano Africa, Europa e Oriente

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fossiliSi torna a investire nelle risorse fossili e nell’idrogeno. Anche nelle infrastrutture per la raffinazione

Saipem inizia il primo scarico di Gnl al terminale in Tailandia

Saipem informa che il terminale Gnl di Nong Fab, in Tailandia, realizzato congiuntamente con il socio Ctci, ha iniziato a operare. La nave metaniera ha infatti trasferito il carico di Gnl al molo dell’impianto il 18 giugno 2022.

Nong Fab, si trova nella zona industriale della provincia di Rayong, in Thailandia. rappresenta il secondo terminale di ricezione di Gnl costruito localmente da Ptt Lng Company Limited. Questa è parte della compagnia energetica thailandese Ptt.

L’attività di Saipem, iniziata a luglio del 2018, prevede l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e la messa in servizio di due serbatoi di stoccaggio di Gnl da 250.000 m3 (la più grande capacità per singolo serbatoio di stoccaggio di questo in Tailandia).

Ma anche un impianto di gassificazione da 7,5 milioni di tonnellate di Gnl all’anno, un molo di scarico di 6 chilometri (il molo di scarico più lungo al mondo nel settore del Gnl). Infine, un edificio amministrativo eco-sostenibile.

Lo scarico del primo Gnl è stato ottenuto grazie al continuo impegno della squadra di esecuzione del progetto di Saipem in Tailandia e al forte sostegno di Ptt Lng.

La messa in funzione e l’avviamento completo sono previsti entro l’anno, fornendo così un approvvigionamento energetico stabile e affidabile alla crescente domanda di energia elettrica in Tailandia.

Con il raggiungimento di tale importante traguardo, l’azienda guidata da Francesco Caio conferma la priorità che le hanno permesso di raggiungere i suoi obiettivi. Nonostante il difficile scenario internazionale.

Saipem rafforza la sua presenza in Medio Oriente

Saipem si è aggiudicata diversi contratti, sia sulla terraferma che in mare in Medio Oriente. Il valore è di circa 1.250 milioni di dollari.

Il primo gruppo riguarda l’ampliamento di accordi relativi a perforazione a terra in Medio Oriente. L’importo complessivo sarà di circa 600 milioni di dollari.

Le operazioni interessano l’estensione decennale di contratti esistenti relativi a quattro rig di terra. I rig, con potenza compresa tra 1.500 e 2.000 HP, saranno impiegati per attività di esplorazione e produzione in vari giacimenti di petrolio e gas. In continuità con le operazioni in corso nell’area.

Inoltre l’azienda ha ottenuto l’assegnazione di quattro nuovi contratti sempre in Medio Oriente. L‘attività comprende l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e l’installazione di diversi jacket offshore. Ponti, condotte sottomarine, cavi subacquei compositi, ombelicali, cavi a fibre ottiche e modifiche al brownfield.

In questo caso, il valore complessivo dei lavori è di circa 650 milioni di dollari.

Il gruppo Maire Tecnimont continua il processo di internazionalizzazione

Maire Tecnimont annuncia che le sue controllate Tecnimont e Stamicarbon hanno ottenuto nuovi ordini e integrazioni per licensing, servizi di ingegneria ed attività di engineeringprocurement e construction (Epc).

Il valore complessivo sarà di circa 96 milioni di dollari.

I contratti sono stati aggiudicati da clienti internazionali in Nigeria, ma anche in Europa, Medio ed Estremo Oriente.

In particolare, Tecnimont si è aggiudicata un contratto Feed da African Refineries Port Harcourt Limited per la realizzazione di un impianto di raffinazione della capacità di 100.000 barili al giorno. L’infrastruttura sarà operativa nel 2025.

L’impianto sarà realizzato all’interno del complesso di raffinazione di Port Harcourt. Qui Tecnimont sta già eseguendo un contratto Epc per i lavori di ammodernamento del complesso.

Il contratto comprende anche uno studio di fattibilità per un’unità indipendente dell’impianto.

Che sarà destinata alla produzione di biocarburante sostenibile per l’aviazione (Saf: Sustainable aviation fuel, o BioJet).

Implementerà il portafoglio di iniziative verdi di NextChem, e sfrutterà i rifiuti organici come feedstock.

Alessandro Berniniad del Gruppo e di NextChem conclude: “Siamo onorati di supportare la Nigeria sia nello sprigionare maggior valore aggiunto dalla trasformazione delle risorse naturali. Sia nello sviluppo concreto dell’economia circolare per la prima volta nel Paese”.

“Considerato che il BioJet è una delle soluzioni più efficaci per ridurre l’impronta carbonica del settore dell’aviazione a livello globale”.

Comau sbarca a Shanghai per l’idrogeno

L’azienda, parte del gruppo Stellantis, collaborerà con Shanghai Hydrogen Propulsion Technology, attiva nel settore delle celle a combustibile a idrogeno.

L’intesa sarà focalizzata a fornire una linea di produzione avanzata per l’impilamento di celle a combustibile a idrogeno.

Comau sta ampliando la propria rete di attività a livello globale con gli attori deputati a promuovere l’automazione della produzione di celle a combustibile e degli elettrolizzatori.

In Cina ha scelto Shanghai Hydrogen Propulsion Technology. Tra i progetti, l’azienda sta seguendo opportunità di progettazione, produzione e vendita di soluzioni a idrogeno per veicoli leggeri e pesanti.

È anche coinvolta in un progetto pilota per la produzione di elettrolizzatori nella regione Emea e in altre opportunità in Oceania.

Tutti questi progetti mirano ad automatizzare l’ambiente di produzione, ancora in gran parte manuale. Per incrementare i volumi di produzione e accrescere la qualità del processo di alta precisione.

L’automazione può anche ridurre i costi operativi fino al 20%, grazie anche alla maggiore precisione e alla riduzione dell’onere delle misure di sicurezza della camera bianca.

Shanghai Hydrogen Propulsion Technology, va ricordato, è controllata di Saic Motor. Che produce celle combustibili a idrogeno utilizzate in autovetture, autobus, camion leggeri, medi e pesanti, carrelli elevatori, rimorchi e molte altre applicazioni.

Le tecnologie delle celle a combustibile a idrogeno e degli elettrolizzatori si utilizzano anche per la generazione di energia distribuita e alla cogenerazione. Infine, sono richieste per le navi, l’aerospazio e altri settori non automotive.

La collaborazione per la linea di produzione per l’impilamento di celle a combustibile rappresenta il primo progetto dell’azienda in Cina nel settore dell’energia a idrogeno.

Nel progetto, Comau svilupperà e promuoverà la sua tecnologia per l’impilamento multiasse ad alta velocità e ad alta precisione. Così da eseguire simultaneamente una serie di operazioni di impilamento delle celle.

La consegna è prevista per la fine del 2022, la soluzione pionieristica gestirà il prelievo, la scansione del codice, il posizionamento secondario e il caricamento dell’involucro. Il tutto eseguito in 4 secondi.

Comau, quindi, aiuterà la controparte del Dragone nel raggiungimento di una serie di obiettivi di produzione. Tra questi il miglioramento della capacità di produzione annuale, grazie alla completa automazione delle stazioni di assemblaggio.

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Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.