Innovazione italiana tra Russia e Brasile

Bio-etanolo di seconda generazione a livello globale e refrigerazione efficiente

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L’ultima rubrica prima delle vacanze dedicata alle aziende italiane nel mondo, ci porta dal sole brasiliano al ghiaccio russo

Le aziende Nextchem e Granbio sviluppano il bio-etanolo di seconda generazione a livello globale

La partecipata di Maire Tecnimont dedicata allo sviluppo della transizione energetica, il 3 agosto scorso ha diffuso la notizia dell’accordo con l’azienda brasiliana attiva nelle biotecnologie industriali. L’intesa è proiettata al raggiungimento di una posizione guida a livello globale nella produzione di etanolo a base cellulosica, sfruttando la tecnologia Granbio 2g ethanol.

La tecnologia per l’etanolo di seconda generazione (2G) dell’impresa sudamericana utilizza la conversione biomasse non destinate al settore alimentare in biocarburanti, rinnovabili e a bassa intensità di carbonio. L’esperienza ingegneristica e le competenze nell’area Epc della società con sede legale a Roma saranno completate dalla profonda conoscenza dei carburanti bio di seconda generazione dell’azienda carioca. I servizi offerti andranno dagli studi di fattibilità, all’integrazione di filiera e alla costruzione di impianti produttivi in tutto il mondo; saranno attori rilevanti nel processo di decarbonizzazione dei carburanti.

Pierroberto Folgiero, ad di Maire Tecnimont e Nextchem, commenta così l’accordo: “L’impianto Granbio è l’unico al mondo di questo genere operativo su scala industriale. Questa nuova partnership amplia il nostro portafoglio tecnologico nell’area dei biocarburanti e ci offre l’opportunità di aggredire mercati chiave con una soluzione sostenibile, flessibile e profittevole per produrre etanolo, un prodotto chimico ampliamente utilizzato nel settore dei carburanti ma che ha anche una varietà di applicazioni industriali consolidate e un potenziale enorme. Nextchem inizia a disporre di una gamma considerevole di tecnologie per produrre biocarburanti: uniremo questo con la nostra riconosciuta competenza ingegneristica e la nostra forte presenza internazionale per potenziare la nostra offerta al mercato sul fronte della transizione energetica del settore dei trasporti”. Anche Paulo Nigro, ad di Granbio, esprime soddisfazione per la firma: “Insieme a Nextchem guideremo lo sviluppo dell’industria dell’etanolo cellulosico a livello globale: in Europa le policies di settore renderanno necessaria la realizzazione di diverse decine di impianti nei prossimi anni; il nostro obiettivo è di conquistare una quota significativa di questo mercato. Possiamo fare affidamento su una tecnologia sicura e promettente per attuare una rivoluzione nel modo di produrre carburanti”.

Dopo aver implementato la sua tecnologia in patria, nello stato di Alagoas, dove produce ogni anno 30 milioni di litri di etanolo cellulosico, la società brasiliana ha reso estremamente flessibile il modello produttivo, utilizzando tutte le tipologie di rifiuti agricoli e biomasse a base ligneo cellulosica: paglia, miscanto, gli scarti del mais e quelli lignei (eucalipto e pino).

In Russia le aziende italiane rinfrescano il Centro logistico alimentare

Tra le aziende italiane c’è chi sta vendendo i frigoriferi in Russia. La varesina Lu-ve si è aggiudicata la commessa promossa da Maersk, il più grande armatore di naviglio mercantile a livello globale con sede a Copenaghen, per la progettazione e l’installazione delle macchine per raffreddare il più grande centro logistico alimentare russo. Questo progetto segue l’infrastruttura realizzata a San Pietroburgo per la conservazione di frutta, verdura e altri beni deperibili. La superficie da refrigerare è di 23.700 metri quadrati, una capacità di stoccaggio di 50.000 tonnellate, la capacità di gestire quotidianamente il traffico di 200 camion ed è la più grande opera che impiega CO2 per la refrigerazione in Russia. La costruzione sarà completata con la collaborazione dell’azienda locale Ingenium. L’attenzione all’ambiente rappresenta da sempre uno dei tratti distintivi di LU-ve e lo ha reso pioniere nel suo settore, utilizzando sempre più i fluidi refrigeranti naturali (anidride carbonica, ammoniaca e HC idrocarburi) con Odp (Ozone depletion potenzial) e Gwp (Global warming potential) nulli o ridottissimi. Nel 2004, il Gruppo è stato pioniere nell’impiego della CO2, con la realizzazione del primo impianto trans critico d’Europa.

L’amministratore delegato Matteo Liberati commenta così l’aggiudicazione: “Siamo molto orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione del centro logistico di Maersk, che è il più grande mai costruito in Russia a usare la tecnologia green che impiega l’anidride carbonica: un fluido refrigerante naturale a basso o nullo impatto ambientale. Questo progetto conferma la nostra crescita nel Paese e la buona collaborazione con i partner locali. La catena del freddo è un settore strategico perché assicura la continua disponibilità al pubblico di merci e prodotti freschi o surgelati. Se consideriamo che l’80% dei prodotti alimentari avviati al consumo sono stati prodotti o trasformati presso stabilimenti dotati di attrezzature frigorifere, si comprende l’enorme importanza dell’ottimizzazione di questi impianti, ai fini del risparmio energetico. In anticipo sui tempi LU-ve ha sviluppato prodotti ‘green’ ed ecosostenibili, per poi puntare – ormai da oltre 15 anni – sull’uso dei fluidi refrigeranti naturali a basso impatto ambientale”.

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