Eni negli emirati ed Enel in America meridionale

Le aziende italiane dell'energia all'estero

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Consultazione Green Aziende E1573726732312L’anno nuovo delle aziende italiane dell’energia all’estero, inizia con Eni negli Emirati ed Enel in America meridionale.

L’anno nuovo per Eni inizia con la produzione di gas dal campo di Mahani negli Eau

Eni e Snoc, la compagnia di stato dell’Emirato di Sharjah, annunciano l’inizio della produzione dal campo di Mahani, situato nella concessione Area B nell’entroterra dell’Emirato di Sharjah. La multinazionale di S. Donato Milanese partecipa la concessione relativa all’Area B con una quota del 50% grazie all’acquisto effettuato nel 2019. L’altro 50% è detenuto da Snoc. La valutazione iniziale prevede la presenza di significativi volumi di risorse di gas e condensato associato. La produzione è partita in meno di 2 anni dalla firma del contratto petrolifero e entro un anno dalla dichiarazione di scoperta. L’ad di Eni, Claudio Descalzi, spiega la novità e le prospettive future del progetto: “L’inizio della produzione è stato raggiunto in meno di due anni dalla firma del contratto petrolifero e in meno di un anno dalla dichiarazione di scoperta grazie alla fruttuosa e continua collaborazione con Snoc. Questo è un importante risultato di cui entrambi dobbiamo essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali difficoltà logistico-operative affrontate durante l’anno in corso a causa della pandemia Covid-19. L’esplorazione in Sharjah era considerata finita alla fine dagli anni ‘80. Invece, insieme a Snoc, abbiamo dimostrato che usando tecnologia allo stato dell’arte e competenze di alto livello, anche aree considerate “mature” possono rivelare nuove potenzialità”. Eni continua l’attività esplorativa in Sharjah anche nelle Aree A e C, che sono, l’ultima in particolare, largamente sotto esplorate, al fine di contribuire alla scoperta di ulteriori risorse per promuovere lo sviluppo dell’Emirato.

Enel chiude il gruppo I della centrale a carbone Bocamina in Cile  tre anni prima, rispetto alla data prevista nel Piano nazionale di decarbonizzazione cileno

Il gruppo Enel, tramite la controllata Enel generación Chile S.A. (Enel generación Chile), ha effettuato la disconnessione dalla rete elettrica e la cessazione delle attività del gruppo I da 128 MW della centrale a carbone Bocamina, nella municipalità di Coronel in Cile con tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dal Piano nazionale di decarbonizzazione del paese sudamericano. La chiusura del gruppo II è prevista per maggio del prossimo anno. Salvatore Bernabei, responsabile Global power generation per il gruppo Enel, spiega la soddisfazione per questo percorso di dismissioni: “Abbiamo raggiunto un traguardo storico per la nostra presenza in Cile. Stiamo avanzando a tutta velocità verso un mix di generazione sempre più sostenibile. Per il 2023, avremo sia dismesso l’intera flotta a carbone cilena che ancora contava 636 MW fino al 2019, sia completato circa 2,4 GW di capacità rinnovabile aggiuntiva nel Paese. Ad oggi, di questi obiettivi, abbiamo già dismesso 286 MW di generazione a carbone con la chiusura di Tarapacá e del gruppo I di Bocamina e abbiamo circa 1,3 GW di rinnovabili in costruzione. Allo stesso modo, con la chiusura del gruppo II di Bocamina, prevediamo di diventare la prima azienda elettrica ad uscire dalla generazione a carbone in Cile”. L’accelerazione del processo di transizione energetica è al centro del Piano strategico del gruppo Enel per il 2021-2023. Durante la presentazione del Piano, che comprende anche la Vision verso il 2030, Enel ha annunciato investimenti in rinnovabili, in linea con i modelli di business del Gruppo di “Ownership” e “Stewardship”, che si prevede porteranno a una capacità installata complessiva da fonti rinnovabili di oltre 67 GW entro il 2023, con l’obiettivo di salire a circa 145 GW entro il 2030. Queste scelte hanno permesso a Enel di anticipare di tre anni, quindi al 2027, la completa uscita dal carbone in vista della decarbonizzazione completa per il 2050.

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