Per i Paesi che vogliono esportare rifiuti in plastica o rifiuti pericolosi nelle nazioni più povere ora c’è qualche ostacolo in più. Lo scorso 10 maggio 187 Paesi, riuniti a Ginevra, hanno votato per modificare la convenzione di Basilea, che regola il controllo dei flussi di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento oltre i confini nazionali. La novità riguarda l’introduzione di un emendamento che obbliga ad avere il consenso da parte dei paesi riceventi in caso di invio di rifiuti in plastica non riciclabile, mista o contaminata da altri rifiuti pericolosi. Si tratta di un risultato frutto di due settimane di confronto portate avanti dall’Onu.  

Un “accordo storico”

Rolph Payet del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha definito l’accordo raggiunto dagli oltre 1400 delegati presenti a Ginevra come un risultato “storico”

Riciclare la plastica all’infinito

In generale il problema della plastica è una delle questione più dibattute a livello globale e tanti sono i filoni di ricerca che puntano a introdurre innovazioni sempre più all’avanguardia per contrastate il fenomeno. Una di queste è il nuovo tipo di plastica creato dagli scienziati dell’americano Berkeley Lab: un materiale denominato PDK, che può essere riciclato all’infinito. La caratteristica che permette il riutilizzo senza limiti è legato al fatto che i legati chimici del pdk sono reversibili e si dissolvono se messi in una soluzione altamente acida. I monomeri così ottenuti possono essere reimpiegati all’infinito per produrre nuovo materiale.

Uno yacht per raccogliere la plastica

Accanto ai progetti di ricerca degli scienziati contro la plastica, non mancano poi le iniziative frutto dell’impegno dei cittadini. E’ il caso, questo, del miliardario norvegese Kiel Inge Røkke, che sta costruendo uno yacht con l’obiettivo di raccogliere diverse tonnellate di rifiuti in plastica nel suo percorso. 

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Redazione
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