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L’informazione legata all’ambiente, al green e alle sue criticità tende ad avere ancora un ruolo piuttosto marginale rispetto alle tematiche della pandemia da Covid-19 e dei vaccini. A rilevarlo il rapporto Eco Media 2021, a cura di Pentapolis institute Ets, con la collaborazione scientifica dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino.

Green ancora “spettacolarizzato”

Come spiega in una nota stampa il presidente di Pentapolis GroupMassimiliano Pontillo, rispetto a dieci anni fa il livello di attenzione è cresciuto in termini quantitativi, “ma il green tende ad essere ancora spettacolarizzato e non viene percepito nelle forti attinenze con il sistema produttivo. È fondamentale che le tematiche di sostenibilità abbiano uno spazio più ampio, visibile e costante che possa alimentare un circolo emulativo virtuoso generale e non siano solo relegate alle emergenze, al meteo e ai disastri naturali.

Secondo il rapporto, tra i telegiornali monitorati il Tg5 è quello che ha fatto emergere un interessamento costante e sistematico alle tematiche ambientali, mentre il Tg3 ha posto maggior attenzione al tema durante l’estate e per Sky Tg24 l’ambiente verrebbe associato a economia e mobilità sostenibili. Stando ancora all’analisi, Tg1 e Tg2000 sono centrate sui temi della pandemia, mentre il Tg di La7 impegna buona parte del suo spazio informativo al tema Covid-19 con un focus specifico sui vaccini, affrontando la tematica ambientale in ottica europea.

L’ambiente sul web e alla radio

Anche su Repubblica le tematiche ambientali sono presenti, ma in maniera minore rispetto a quelle della pandemia. Il Corriere della Sera dedica molto spazio all’economia legata al Covid-19, così come Il Sole 24 Ore. Il Fatto Quotidiano, Resto del Carlino e Tpi si concentrano sui vaccini, mentre è quasi completamente assente la copertura ambientale ne Il Giornale, afferma l’ultimo rapporto Eco Media.

Nei giornali radio di Rtl e Rai Radio1, la parola vaccini è quella più presente: “I temi ambientali non hanno mai una parte a sé, come li hanno invece la politica interna o estera o lo sport, e fuori da tre eventi particolari le parole chiave per l’ambiente vengono nominate solamente in altre tre occasioni, per un totale di sei giorni su sedici (poco più di un quarto)”, si legge nella nota stampa.

Pnrr e Mite poco dibattuti

“Il Pnrr e la designazione di un ministero della Transizione ecologica non hanno portato l’attenzione che ci si aspettava sul tema del cambiamento climatico e dell’ambiente. Anche sui social i giornali scelgono di puntare su Covid e vaccini, ed è quasi del tutto assente la tematica ambientale”, viene ulteriormente aggiunto a commento.

Infine, il rapporto ha analizzato anche i profili social – Instagram, Facebook e Twitter – dei quotidiani oggetto d’indagine. Nel complesso, quelli che parlano più di clima, ambiente e inquinamento sui social sono il Corriere della Sera (con 22 occorrenze), Fatto Quotidiano (con 21), mentre se ne occupano meno il Giornale (con solo due occorrenze), il Resto del Carlino e Tpi (entrambi con tre). Nel mezzo si attestano il Sole 24 ore (con 18 occorrenze) e Repubblica (con 17).

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