Gender Day e Water Day, alla Cop 27 l’importanza della parità di genere per una gestione sostenibile delle risorse

La parità di genere va ricercata anche nelle politiche legate al clima e alla gestione di risorse preziose come l’acqua: se n’è parlato il 14 novembre alla Cop 27.

  • È cominciata la seconda settimana della Cop 27 a Sharm el-Sheikh.
  • Il presidente Sameh Shoukry ha presieduto la prima tavola rotonda sulle ambizioni pre-2030.
  • Il Gender Day e il Water Day hanno rappresentato due occasioni per discutere di questioni fondamentali per il clima.
Cop 27
Sameh Shoukry © Cop 27

Si è appena chiusa la prima settimana della Cop 27, la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite che avrà luogo a Sharm el-Sheikh fino al 18 novembre. In seguito ai discorsi dei leader mondiali e alle fasi iniziali dei negoziati, il WWF vede alcuni segnali positivi che indicano la possibilità di fare progressi, ma il tempo stringe per trasformare questi “barlumi di possibilità” in risultati sostanziali che aiutino a spostare l’ago della bilancia nell’affrontare la crisi del clima e della biodiversità. Oggi, 14 novembre, si è tenuta la prima tavola rotonda ministeriale annuale ad alto livello incentrata sulle ambizioni pre-2030, istituita in occasione della Cop 26. Inoltre, si sono affrontati due argomenti di vitale importanza nell’ambito del Gender Day e del Water Day.

Gender Day

Le donne giocano un ruolo cruciale di fronte alle sfide legate al riscaldamento globale. Sono particolarmente esposte alle conseguenze economiche, sociali e sanitarie dei cambiamenti climatici, specialmente nei Paesi in cui sono costrette ad occuparsi dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’approvvigionamento delle risorse idriche. Nonostante siano stati compiuti alcuni progressi negli ultimi anni, la prospettiva di genere necessita di ulteriore lavoro per essere pienamente integrata nei processi di formulazione e attuazione di politiche e azioni sul campo. Il Gender Day ha voluto portare la tematica in primo piano e fornire una piattaforma per discutere delle sfide esistenti e per condividere storie di successo da tutto il mondo, al fine di aumentare la consapevolezza e promuovere strategie efficaci di adattamento e mitigazione che tengano conto delle questioni legate al genere.

La leadership femminile

In particolare, uno dei panel ha riguardato l’importanza di includere le donne nel dibattito sulle questioni ambientali. Hanno partecipato anche due ministre dell’Ambiente: Kerryne James dal Grenada, Paese caraibico, e Soipan Tuya dal Kenya. Due territori che soffrono molto a causa di fenomeni meteorologici estremi come gli uragani e la siccità. Questa sessione ha rappresentato l’occasione per fare il punto sull’avanzamento della Women Environment and Climate Change agenda (WECC) e del Lima Work Programme on Gender (LWPG). Il confronto si è incentrato sulla necessità di aumentare la leadership delle donne, anche attraverso degli specifici programmi di formazione e la costruzione di un ambiente privo di violenza e stereotipi. Nel corso dell’evento è stata lanciata l’iniziativa African Women’s Climate Adaptive Priorities (PAC), guidata dall’Egitto.

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Criteri di finanziamento più inclusivi

La sessione successiva invece ha riguardato la finanza: la discussione si è focalizzata sul Gender Responsive Budgeting (GRB) e sull’applicazione delle diverse prospettive femminili alle politiche di finanziamento delle iniziative volte a contrastare i cambiamenti climatici, per rafforzare le capacità di adattamento delle donne e promuovere la cooperazione tecnologica su larga scala.

Water Day

“L’acqua è la fonte della vita e dei mezzi di sussistenza”, si legge sul sito ufficiale della Cop 27. L’impatto della crisi climatica sulla disponibilità di risorse idriche e, di conseguenza, sullo sviluppo sono documentati da rapporti e analisi scientifiche di varie istituzioni, tra cui l’IPCC. Durante la Giornata dell’acqua organizzata nell’ambito della Cop, l’obiettivo è stato quello di affrontare tutte le questioni relative alla gestione sostenibile delle risorse idriche, tra cui il monitoraggio dei bacini, la prevenzione di siccità e alluvioni e la cooperazione transfrontaliera. Senza dimenticare il fenomeno dell’innalzamento del livello dei mari, per capire come proteggere le zone più a rischio anche grazie all’implementazione di soluzioni basate sulla natura (le cosiddette Nature Based Solutions).

La giornata è coincisa con il lancio di AWARE, in collaborazione con l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO): si tratta di un’iniziativa che mira a porre i sistemi adattivi di gestione delle risorse idriche al centro dell’agenda climatica, istituendo uno specifico hub panafricano. È stata anche un’occasione per fare il punto sul decennio che le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare all’acqua (2018-2028).

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