Nel marzo 2011 era stato il teatro del peggior incidente nucleare del mondo dopo Chernobyl, ma ora Fukushima punta a trasformarsi in hub per la produzione di energia rinnovabile. L’obiettivo è in particolare quello di arrivare a una generazione 100% green entro il 2040.

Un progetto da 2,75 mld di dollari

Il percorso per raggiungere questi target passa da un progetto che, secondo le previsioni, dovrebbe costare circa 2,75 miliardi di dollari e avrebbe tra i promotori anche la Development bank del Giappone e la Mizuho bank. Nello specifico l’iniziativa prevede la realizzazione di 11 impianti solari e 10 impianti eolici su terreni agricoli abbandonati e in aree montuose entro la fine di marzo 2024, stando a quanto afferma la Nikkei asian review.

La questione dell’acqua radioattiva 

Se questo progetto riguarda il futuro del distretto, un problema che rimane da affrontare è invece quello della gestione dell’acqua radioattiva della centrale. Attualmente infatti lo spazio per lo stoccaggio sta terminando e si sta valutando la possibilità, come da mesi riportano le testate mondiali, di riversare l’acqua trattata nell’oceano.

Chiusura del reattore ritardata

Intanto il Giappone ha stabilito di ritardare fino a 5 anni il processo di rimozione del magma della centrale. I lavori per il reattore n°1 non dovrebbero iniziare prima del 2027. Per gli interventi sul reattore numero 2 invece l’avvio dovrebbe essere fissato al 2024. Si tratta di decisione dettate dalla necessità di evitare altre propagazioni di radiazioni.

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