gestori carburanti Q8
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Il settore della distribuzione carburanti “è al bivio”. A gravare sul comparto, tra i vari fattori, ci sono “conti in rosso, margini insufficienti, dumping contrattuale e mancata ristrutturazione”. A sottolinearlo in una nota congiunta sono le associazioni Faib, Fegica e Figisc.

Distribuzione carburanti, crisi del settore sconosciuta ai piani alti

“La crisi profonda, ai limiti dell’irreversibilità, che sta attraversando il settore sembra sconosciuta ai piani alti dell’industria petrolifera”, spiega la nota. Tale comparto “non vede, non sente e non parla ma rinvia, rimanda, aggiusta le sue cose sperando in tempi migliori.”.

Distribuzione carburanti, il settore tra insostenibilità delle gestioni e margini fermi da anni

In primo luogo, spiega la nota, i titolari di impianti, da un lato, “fingono di non accorgersi dell’insostenibilità delle gestioni e della conseguente chiusura di centinaia di aree di servizio che restano senza Gestori, falcidiati dai conti in rosso”. E gravati da “erogati ridicoli ed insufficienti; da spese incomprimibili in continua lievitazione; da adempimenti che continuano ad aumentare”. A ciò si aggiungono “margini fermi da anni; un sistema di prezzi che continua a premiare gli operatori più “disinvolti”.

“Lezione da Covid-19 già archiviata”

“La lezione derivata dalla pandemia da Covid-19 è già archiviata e non è servita a promuovere alcuna riflessione. La risposta di queste settimane, mentre i gestori si avvitano in difficoltà inestricabili, tra rinvii e negazionismo delle evidenze economiche, stanno lì a dimostrarlo”, spiega inoltre la nota. 

“Associazioni: la stagione della solidarietà è finita”

Secondo le associazioni dei gestori “la stagione della solidarietà è finita. Indietro non si torna“. Il sistema, prosegue la nota, “così come si è preteso di regolarlo da parte dei titolari di impianti e dalla politica, anch’essa miope e schiacciata sul contingente, non regge più”.

“Uno squilibrio contrattuale”

Si è realizzato uno squilibrio contrattuale impari e insostenibile, che richiede una ristrutturazione significativa del numero del punti di vendita stradali ed autostradali”. Il tutto “per ridare competitività alla rete”.

Necessaria riforma delle regole

E’ inoltre necessario introdurre “una riforma delle regole, con sanzioni per chi le viola”. Ma anche “un riconoscimento di uno spazio ai gestori che aggiunga elementi qualificanti in tema di imprenditorialità vera”. E “una rivisitazione dell’architettura dei prezzi al pubblico. Su questi temi o si va al confronto negoziale subito o ciascuno prenderà la sua strada”.

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