Lo scorso 5 aprile la Commissione Europea ha pubblicato il secondo riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (EIR). Si tratta di un documento composto da 28 relazioni, una per ciascun Paese, che illustra lo stato di avanzamento dell’attuazione del diritto ambientale dell’UE, nonché le opportunità di miglioramento in ciascuno Stato membro. Ad ogni relazione è inoltre abbinata una comunicazione, che trae le conclusioni e  fornisce una serie di raccomandazioni con le principali azioni prioritarie per migliorare i risultati raggiunti.

Qualità dell’aria: elevate emissioni di NOx in 18 Paesi

La relazione sottolinea come siano 18 i Paesi membri che registrano livelli elevati di emissioni di ossido di azoto (NOx). Il numero sale invece a 15 se si considerano gli Stati che devono ridurre ulteriormente le emissioni di particolato (PM2.5 e PM10).

Rifiuti, 5 Paesi hanno già raggiunto obiettivi al 2020 sul riciclo

In ambito economia circolare il report traccia un quadro complessivamente positivo. Gli interventi in questo settore si sono rafforzati nei Paesi UE, anche se la prevenzione dei rifiuti “rimane una sfida importante per tutti gli Stati membri”, si legge in una nota. Per quanto riguarda invece la gestione dei rifiuti, “cinque paesi hanno già raggiunto i propri obiettivi in materia di riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2020, nove sono sulla buona strada, ma altri quattordici rischiano di non riuscire a raggiungerli”.

Acqua, resta molto da fare

In tema di gestione della risorsa idrica, spiega la Commissione, “c’è ancora molto da fare” per raggiungere pienamente gli obiettivi fissati dalle direttive sulle acque, in particolare per il conseguimento di un buono stato dei corpi idrici entro il 2027. E’ necessario realizzare maggiori investimenti i fondi dell’UE continueranno a sostenere gli sforzi di attuazione”.

Cambiamenti climatici, buoni i progressi realizzati

Buoni progressi sono stati realizzati invece nell’attuazione della legislazione dell’UE in materia di lotta al cambiamento climatico per il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020. Occorre però intensificare gli sforzi in tutti gli Stati membri e a livello di Unione per rispettare gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi e scongiurare le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici”, puntualizza la nota della Commissione.

Maggiore integrazione

Il documento invita inoltre gli Stati membri a “migliorare l’integrazione tra gli obiettivi ambientali e altri obiettivi strategici, a incrementare l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione e ad aumentare la trasparenza nelle informazioni inerenti all’ambiente”.

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