La diga di Farneto del Principe, nel comune calabrese di Roggiano Gravina, è “il primo bacino italiano per il quale si denuncia lo stato di ingente siccità”. A dirlo è il Consorzio di bonifica dei bacini settentrionale del Cosentino, che, come si legge in una nota dell’Anbi, “chiede, ai Ministeri competenti, l’immediata istituzione di un tavolo di crisi per la parte settentrionale e jonica della Calabria, nonché ogni utile provvedimento inerente una rimodulazione del Deflusso minimo vitale sul fiume Esaro, al fine di evitare pesanti ripercussioni sulle attività agricole, già bisognose di irrigazione per un’anomala siccità invernale”.

Precipitazioni piovose inferiori alle medie stagionali

Questa situazione emergenziale, si legge ancora nella nota dell’associazione, “è dovuta a precipitazioni piovose inferiori alle medie stagionali con conseguenti minori apporti fluviali, combinati a temperature invernali, insolitamente elevate nella Valle dell’Esaro”.

Basilicata, Puglia e Sicilia

Si tratta della “stessa anomala situazione” che si riscontra  in Puglia, Basilicata e Sicilia. In Puglia, infatti, le riserve idriche risultano “praticamente dimezzate rispetto ad un anno fa”. In Basilicata invece le riserve idriche sono diminuite del 30% circa: oggi siamo 260,09 milioni di metri cubi, un anno fa il dato era 415,13. In Sicilia oggi siamo a 539,99 milioni di metri cubi, mentre nel Febbraio 2019 eravamo a  612,78.

“L’evoluzione meteo delle prossime settimane sarà determinante – commenta in una nota Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e della acque irrigue (Anbi) ma è evidente che aumentano le preoccupazioni per la prossima stagione irrigua, stante anche l’attuale insufficienza di invasi a servizio delle necessità idriche delle campagne.”

Ci attiveremo – aggiunge  il Direttore generale di Anbi, Massimo Garganoper dare risposta alle legittime preoccupazioni degli agricoltori calabresi, così come, senza inutili allarmismi, continuiamo a monitorare lo stato delle risorse idriche del Paese, chiedendo alle Autorità di bacino distrettuale di avviare le necessarie concertazioni per programmare la gestione di possibili situazioni di crisi idrica.”

La situazione al nord

Analizzando la situazione al nord, l’Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche sottolinea che il livello del lago di Como è sceso sotto lo zero idrometrico, rimanendo abbondantemente sotto le medie stagionali come il lago d’Iseo. Si tratta di una situazione, spiega Anbi nella nota – “diametralmente opposta per i laghi Maggiore e di Garda”.

L’ Emilia-Romagna si caratterizza invece per una situazione a macchia di leopardo. Qui alla carenza idrica dei fiumi Secchia e Savio fanno da contraltare le abbondanti portate del fiume Panaro e l’acqua trattenuta nei bacini piacentini del Molato e del Tidone.

Le portate del fiume Po restano sotto la media storica, ma superiori a quelle del Febbraio 2019.  Si tratta di una situazione è analoga a quella registrata per i principali fiumi piemontesi (Dora Baltea, Stura di Lanzo, Tanaro).

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