Shell 1031290 1280 1024x768Legambiente Terracina ha deciso di procedere, di concerto con il Centro di azione giuridica di Legambiente Lazio, nei giorni scorsi ad una istanza di accesso alle informazioni ambientali, in relazione alla installazione di un nuovo stabilimento balneare in viale Circe”. A comunicarlo è l’associazione in una nota. L’obiettivo è “valutare e comparare il nuovo permesso di costruire con il titolo edilizio rilasciato a suo tempo. Comprensivo delle norme tecniche di attuazione del Prg vigente nell’anno della richiesta del Titolo edilizio e comprensivo di tavola di Prg con la destinazione d’uso della zona e le Norme tecniche del Pua”. L’associazione ha inviato “la richiesta sia al comune di Terracina che alla regione Lazio, anche grazie ad una proficua collaborazione con la Capitaneria di porto – Guardia costiera di Terracina”.

Concessioni balneari, “sorpresi che si proceda a costruire nuove, costose e impattanti strutture sulla spiaggia”

“Il nostro Circolo – prosegue la nota – con l’accesso agli atti al comune di Terracina e per conoscenza alla regione Lazio, formulato dal nostro Centro di azione giuridica di Legambiente Lazio, e dopo una fruttuosa collaborazione con la Capitaneria di porto – Guardia costiera, ha deciso di vederci chiaro nella costruzione di un nuovo stabilimento balneare sul nostro litorale. Non perché vuole contrastare la legittima aspirazione degli onesti balneari ma perché in questa fase così incerta, in cui non sembra essere neanche garantita la proroga della concessione balneare, e davanti ad una procedura di infrazione europea che mette davvero a rischio tutto con il rischio addirittura di diffide che possano arrivare al Comune, siamo francamente sorpresi che si proceda a costruire nuove, costose e impattanti strutture sulla spiaggia”.

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Nella foto Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente “Pisco Montano” e Consigliere Nazionale di Legambiente

Concessioni balneari l’infiltrazione della criminalità

“Il nostro Circolo – spiega infine in nota Anna Giannetti, presidente del circolo Legambiente “Pisco Montano” e consigliere nazionale di Legambiente – ha, fin dalla sua nascita, sempre concentrato la sua attenzione sulle attività imprenditoriali balneare sane della città supportandole nella transizione ecologica e affiancandole nell’applicazione delle nuove disposizioni, come quelle relative al contrasto della plastica in mare. Ma il demanio marittimo è un bene pubblico preziosissimo e le amministrazioni a tutti i livelli devono gestire questo bene, che è e resta dei cittadini, in maniera ottimale e coordinata e soprattutto con vigilanza e controlli per impedirne l’ infiltrazione della criminalità organizzata e contrastare gli abusi edilizi costieri. E’ quindi fondamentale controllare la conformità di ogni singolo atto alla legge vigente e spingere sia la approvazione del Puar (Piano di utilizzazione degli arenili regionale) fermo dal 1993 e che fa della regione Lazio una delle poche regioni costiere a non averlo ancora adottato, sia l’approvazione del Pua comunale”.

Modifiche al Pua di Terracina

L’associazione ha inoltre ricordato che “il Pua di Terracina è del 2003 e tutte le successive modifiche proposte non hanno mai passato la Valutazione ambientale strategica della regione Lazio. Mentre ora più che mai è necessario garantire una riorganizzazione della costa e dell’attività di balneazione, attuando delle politiche di rigenerazione urbana in chiave “green”, ma anche liberando dal cemento le nostre coste e pianificando un nuovo modello di turismo sostenibile”, conclude Giannetti.

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