appalti internazionali
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Il Parlamento europeo, lo scorso 14 dicembre, è intervenuto a sostegno della proposta legislativa sullo strumento degli appalti internazionali (Ipi – International procurement instrument), modificando i poteri discrezionali dei Paesi europei nella sua applicazione.
Lo strumento, finalizzato ad aprire i mercati degli appalti pubblici extra europei alle aziende europee, permetterebbe alla Commissione di decidere se e in quale misura le imprese di un altro Paese devono essere soggette ad una misura Ipi.
Il testo è stato approvato con 590 voti favorevoli, 8 contrari e 99 astensioni.

Le opzioni della Commissione europea

I deputati sono d’accordo sostanzialmente su due tipi di misure che la Commissione può scegliere per porre rimedio alla disparità di accesso ai mercati degli appalti pubblici: la prima, consiste nell’adeguare il punteggio dell’offerta delle aziende soggette all’Ipi, la seconda, nell’escludere l’azienda dalla gara.

Il Parlamento riduce a due le eccezioni in cui le amministrazioni aggiudicatrici nazionali possono decidere di non applicare le misure Ipi, allargando così l’efficacia dello strumento. Queste sono rispettivamente: il caso in cui tutte le offerte provengono da aziende di paesi soggetti a una misura Ipi e, nei casi in cui l’interesse pubblico prevalga sulle considerazioni Ipi, ad esempio è il caso dei settori della salute pubblica o della protezione ambientale.

Inoltre, al fine di avere una attuazione uniforme in tutti i Paesi europei, nel testo sono state incluse tutte le amministrazioni pubbliche europee che si trovano all’interno dell’applicazione dell’Ipi.

I deputati hanno inoltre proposto due valori minimi per determinare quali procedure d’appalto debbano essere soggette ad una misura Ipi e sono: 10 milioni di euro per lavori e concessioni, ad esempio per la costruzione di autostrade, e cinque milioni per beni e servizi.

Il relatore Daniel Caspary del partito popolare tedesco ha dichiarato: “Con un voto forte, il Parlamento ha aperto la strada all’Ipi, una revisione necessaria degli strumenti dell’UE per rispondere a un ambiente commerciale sempre più ostile. Con le modifiche del Parlamento, abbiamo un’Ipi facile da comprendere e da applicare e una riduzione della burocrazia al minimo indispensabile. Il nostro obiettivo è quello di completare i negoziati con i ministri dell’UE entro la prossima primavera. Ora spetta al Consiglio iniziare a lavorare con noi, senza indugio, sulla versione finale di uno strumento efficace, funzionale e semplice”.

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