Al via la consultazione nazionale sul Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030

Energia pulite “come alleate di una conversione ecologica del Paese che non si può più rimandare” Luigi Di Maio

397

Il vicepremier Luigi Di Maio, il ministro dell’ambiente Sergio Costa e il sottosegretario del Mise con delega all’energia Davide Crippa hanno aperto la consultazione nazionale sul Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030.

“Immagino una società più vivibile e a misura d’uomo” sottolinea Luigi Di Maio “in un’ottica di economia circolare”. L’ambiente è al centro di questo Piano che presenta obiettivi ambiziosi. “La parola chiave è transizione dobbiamo avere l’ambizione di iniziare seriamente la riconversione energetica e produttiva verso la sostenibilità di tutto il sistema Italia”. In alcune parti anche oltre quanto previsto dall’Unione europea, come evidenzia Di Maio che rimarca il ruolo delle energia pulite “come alleate di una conversione ecologica del Paese che non si può più rimandare”.

Le cinque le linee di intervento decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività, “si svilupperanno in maniera integrata” spiega Di Maio.

“Una nuova politica energetica” pensata per promuovere “una sostenibilità sociale ambientale e economica del territorio nazionale”.

La presentazione del Piano rientra negli obblighi degli Stati membri che devono entro il 1° gennaio 2020, e in seguito ogni 10 anni, elaborare e comunicare alla Commissione la propria strategia a lungo termine in una prospettiva di almeno 30 anni e un piano per l’energia e il clima ogni dieci anni.

Il Piano che emergerà a seguito della consultazione potrà essere aggiornato entro il 2024. Ogni aggiornamento del Piano prevede solo “obiettivi a rialzo” come sottolinea il sottosegretario Crippa.

La sostenibilità ambientale come opportunità economica

Ambiente come opportunità economica oltre che come necessità vitale fuori dalla mentalità per cui bisognava scegliere tra ambiente e lavoro “Un modello in cui vincevano pochi e i danni li subivano tutti” continua il Vicepremier che rimarca “Sull’ambiente o vinciamo tutti o perdiamo tutti”.

Proprio in nome di questa responsabilità collettiva che chiede un passaggio culturale è centrale il ruolo del dibattito pubblico e “della partecipazione di tutti” alla valutazione del Piano attraverso la già altre volte preannunciata, piattaforma di condivisione pubblica messa a disposizione del Governo dalle 11 di questa mattina all’indirizzo: https://energiaclima2030.mise.gov.it/.

Un Piano da verificare ogni due anni

Un Piano che andrà verificato ogni due anni, per valutare il riscontro sul sistema Paese. Come sottolinea il Ministro dell’ambiente Sergio Costa. Le parole chiave secondo il ministro dell’ambiente sono poche ma efficaci cambio di paradigma, occupazione e riconversione di professionalità.
Per ogni miliardo di euro speso nel carbone fossile si realizzano statisticamente 1 miliardo di posti di lavoro, per la stessa cifra nelle energie rinnovabili sono stati stimati 15mila posti di lavoro” sottolinea il Ministro.

Uno sforzo che i tre ministeri Mise Mit e Ambiente hanno portato avanti insieme. Un’orizzontalità di rapporti e strategie che ha giovato al risultato.

Il contesto e le modalità del Piano

Vedi il video integrale della presentazione dei contenuti e degli obiettivi italiani presentati dal sottosegretario del Mise con delega all’energia Davide Crippa

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.