Da una parte un workshop che sfrutta la metodologia del coaching per promuovere lo sviluppo sostenibile nel mondo della scuola; dall’altra una serie di laboratori per far comprendere ai ragazzi l’importanza della tutela ambientale dei sitemi fluviali. Questi sono solo due esempi del dialogo proficuo tra il modo della formazione e quello della sostenibilità ambientale. Progetti che puntano sulla persona e sui suoi valori per veicolare l’importanza della tutela del nostro pianeta e delle specie lo che popolano. È, infatti, nella dimensione etica dell’individuo che si trova il terreno più fertile per far germogliare consapevolezza e senso di responsabilità per il patrimonio naturale che l’uomo ha a disposizione. 

Coaching: tradurre la sostenibilità in comportamenti concreti

Il workshop “The Coaching for School”, organizzato lo scorso 26 maggio da CONFASSOCIAZIONI Coaching e CONFASSOCIAZIONI Emilia Romagna per il Festival dello Sviluppo Sostenibile, ha coinvolto il personale dell’Istituto della Scuola Secondaria di Primo Grado “Alfredo Panzini” di Rimini. L’obiettivo: approfondire le potenzialità del metodo di coaching applicate al settore dello sviluppo sostenibile con un focus sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Alessandro Lorusso, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Coaching, ci ha spiegato l’efficacia di questa particolare tecnica.

Come è stato strutturato l’incontro?

C’è stata un’introduzione dedicata all’Agenda 2030 e al tema della sostenibilità ambientale. In particolare mi sono soffermato su uno degli obiettivi dell’Agenda: l’istruzione di qualità. Ho spiegato come il coaching può essere utile agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, ma anche agli studenti e alle loro famiglie. Con questa tecnica, infatti, si impara a condividere e a performare al meglio. E’ un approccio che va al di là delle competenze specifiche.

Quest’approccio come si declina nel settore della sostenibilità ambientale?

Il coaching aiuta a passare dalle idee ai piani d’azione concreti, a costruire comportamenti e abitudini nuovi. Quest’aspetto risulta particolarmente utile per la questione della sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale. Non si tratta, infatti, soltanto di un problema di consapevolezza. Essere consapevoli non basta, perché di per sè questo atteggiamento non implica poi un passaggio all’azione. E questo vale per tutti i 17 obiettivi dell’ONU.

Come può contribuire a promuoverla?

Ciò può avvenire indirettamente. Quest’approccio mira, infatti, a rendere tutta l’azione didattica più efficace e sostenibile. Parlo soprattutto di sostenibilità rispetto all’ individuo, alla sua scala di valori, all’educazione, alla possibilità di tirare fuori da ognuno il meglio che può dare a sè e alla società. In quest’ottica, anche l’attenzione all’ambiente è rilevante. Tirare fuori il meglio di me vuol dire, infatti, contribuire a tirare fuori il meglio per le persone che mi stanno attorno e per l’ambiente in cui vivo.

Tra i temi affrontati c’è quello delle nuove tecnologie nel sistema didattico. Come evolverà il ruolo dell’insegnante in una scuola sempre più tecnologica?

La scuola attuale è una scuola che abbiamo ereditato da un passato in cui l’intelligenza artificiale, i social network e i big data non esistevano. Se non si affrontano in maniera drastica le sfide che queste innovazioni pongono si rischia di subire in maniera passiva questo cambiamento. In questo senso la sfida che i docenti hanno di fronte è quella di puntare su funzioni di livello più alto. Mi riferisco a quelle funzioni legate all’empatia, alla motivazione del singolo studente. Un computer potrà eseguire alla perfezione operazioni ripetitive, ma non potrà mai provare empatia per uno studente e riuscire a motivarlo. 

Biodiversità dei fiumi, Arpa FVG coinvolge le scuole

A dimostrare l’efficacia del binomio formazione-sostenibilità ambientale anche l’iniziativa promossa da Arpa FVG che per l’anno scolastico 2017/18 ha coinvolto gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado di Resia (UD), le classi prime della scuola secondaria di primo grado di Porcia (PN), due classi quarte, dell’indirizzo “biotecnologia ambientali”, dell’ISIS Malignani di Udine e due classi dell’Istituto scolastico Solari di Tolmezzo e dell’ISIS Cervignano, sempre nel territorio udinese. Il focus del progetto è stato in particolare la sostenibilità ambientale dei sistemi fluviali.

Tante le attività proposte ai ragazzi: l’osservazione, i campionamenti, il riconoscimento di alcune specie animali e vegetali. Attività che hanno permesso di affrontare questi temi in modo scientifico facendo maturare negli studenti una maggior consapevolezza nell’utilizzo delle risorse idriche e nell’impegno per la salvaguardia della biodiversità. 

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