Sabato 8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani, l’iniziativa istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 in occasione del vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro e poi approvata nel 2008 con la risoluzione  e 63/111 (paragrafo 171) dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo è quello di far riflettere l’opinione pubblica sull’importanza della tutela ambientale di questa importante risorsa del pianeta, che sconta gli effetti deleteri dell’inquinamento, del cambiamento climatico e soprattutto della massiccia ed esponenziale presenza dei rifiuti in plastica.

Oceani, “polmoni del nostro pianeta”

Celebriamo la Giornata mondiale degli oceani per ricordare a tutti il ​​ruolo principale degli oceani nella vita di tutti i giorni – si legge sulla pagina web delle Nazioni Unite dedicata all’iniziativa –  sono i polmoni del nostro pianeta, forniscono la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo. Lo scopo della Giornata è informare il pubblico dell’impatto delle azioni umane sull’oceano, sviluppare un movimento mondiale di cittadini per l’oceano e mobilitare e unire la popolazione su un progetto comune per la gestione sostenibile degli oceani. Si tratta infatti di una fonte importante di cibo e medicine e di una parte fondamentale della biosfera. E’ un giorno per celebrare insieme la bellezza, la ricchezza e la promessa dell’oceano”.

Focus per il 2019: uguaglianza di genere nelle attività legate all’Oceano

Il focus della giornata di quest’anno è l’uguaglianza di genere nelle attività legate all’Oceano e alla sua tutela. In particolare il riferimento è alla ricerca scientifica marina, alle professioni inerenti il mare, alle politiche sull’Oceano. L’obiettivo è quello di raccogliere dati e avere una visione più chiara su questo tema a livello trasversale.

Alcune iniziative per celebrare l’evento

Tante le iniziative organizzate a livello globale per celebrare l’evento. Sull’isola di di Tahiti, ad esempio, si terranno conferenze, proiezioni cinematografiche e attività di intrattenimento a tema, oltre alla mostra  “Rahui et esprit du lagon”  (venerdì 7 a giovedì 13 giugno). In particolare nell’ambito della prima edizione dell’evento “L’Effet Mer, a Point Venus,  diverse associazioni insegneranno come creare il compost, come far crescere i coralli, come realizzare opere d’arte con l’utilizzo dei rifiuti di plastica trovati sulla spiaggia.

Spostandoci in Italia, a Ladispoli, Ambiente Mare Italia (Ami), in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e con il patrocinio del comune della cittadina, ha organizzato un’iniziativa per ripulire le spiagge della località balneare del litorale romano da rifiuti, plastiche e microplastiche disperse in acqua. A essere coinvolti saranno associati, volontari e semplici cittadini interessati a dare il loro contributo alla tutela del mare.

A Milano invece, la Centrale dell’acqua di via Cenisio 5, gestita da MM, e Ocean Reef Group organizzano per sabato 8 giugno una serata dedicata al presente e al futuro dei nostri mari. Ad aprire l’incontro Angelo Mojetta. Tra gli ospiti anche il fotografo milanese Pietro Formis che  parlerà dell’avventura legata alla realizzazione del reportage “Aqua – i misteri del mondo sommerso“.

Sempre a Milano, invece, in zona porta Genova, presso le Colonne di San Lorenzo, nella settimana del World Oceans Day (3 – 6 giugno 2019),  Msc Marine Stewardship Council ha realizzato un prato naturale di circa 500 metri quadrati dipinto di blu, con una vernice ecologica. Il tutto per far riflettere i passanti sulla tutela del mare e sulla pesca sostenibile.

Terracina, segnalazione di Legambiente

Al di là delle iniziative organizzate appositamente per la Giornata del Mare, tante sono le attività che le associazioni ambientaliste nel nostro Paese portano avanti per contrastare l’inquinamento marino. Ultimo esempio in ordine di tempo è la segnalazione fatta lo scorso 4 giugno da Lagambiente relativamente “a un episodio di imponente e continuativo inquinamento ambientale del mare a Terracina”, soprattutto nella zona del Lungomare di Ponente. “Da nostre prime analisi – spiega l’associazione in una nota –  è emerso che la maggior parte dei rifiuti, tutti di materie plastiche, provenivano da allevamenti di mitilicoltura (numerose reste sono infatti state ritrovate) e residui di serre agricole con teli di nylon, plastica bianca e flaconi di pesticidi e materiale in plastica scura per irrigazione. Altro materiale era costituito da imballaggi di plastica mono-uso, era invece davvero molto piccolo, con pezzi di plastica da 2.5 a 50 cm Alcuni di questi pezzi di plastica sembravano a vista frutto di una triturazione meccanica in quanto non presentavano bordi arrotondati come nel caso dei pezzi soggetti a degradazione naturale. Inoltre vi erano anche alcuni rifiuti galleggianti come ad esempio una notevole quantita’ di assorbenti igienici”.

Legambiente ha inviato un esposto a Comune di Terracina (Sindaco, Assessore Ambiente e Ufficio Ambiente Polizia Municipale), Capitaneria di Porto di Terracina, Capitaneria di Porto di Gaeta, Carabinieri, Carabinieri Forestali, Direzione Centrale Arpa Lazio, Arpa Lazio sezione di Latina, ASL Latina, Procura di Latina.

Gli influencer italiani contro le plastiche in mare

A scendere in campo contro l’inquinamento marino sono anche gli influencer italiani, grazie all’iniziativa  #LessPlasticIsMoreLife, promossa dalla Fondazione UniVerde, con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi Link Campus e di influgramer.com. Il progetto, sostenuto dalle realtà partner di Opera2030, è la prima mobilitazione di attivismo civico  che punta a coinvolgere il maggior numero di influencer di Instagram in azioni #PlasticFree. “#LessPlasticIsMoreLife – spiega una nota  sarà attiva per tutta l’estate e si concluderà il 30 settembre. I post più creativi e virali degli influencer italiani saranno premiati in una serie di manifestazioni, a partire dal prossimo ottobre, in vista della Conferenza ONU delle Parti della Convezione di Barcellona sulla protezione dell’ambiente marino del Mediterraneo, che sarà ospitata a Napoli nel mese di dicembre”.

Soddisfatto dell’iniziativa Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde che ha così commentato in una nota : “Voglio ringraziare questi giovani influencer impegnati in azioni per difendere i nostri mar, sono questi gli attivisti oggi veramente indispensabili che, con il loro impegno, possono contrastare haters e fake news. Non possiamo lasciare la rete in balia di chi la usa per inquinarla di odio indiscriminato o per sostenere le lobby più spregiudicate”.

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